Gioco
Schiaffeggia un tifoso ospite che ha spostato lo striscione: arriva il daspo per l'ultras dell'Empoli
Empoli-Juventus, la misura di otto anni a un ultras azzurro
EMPOLI. Doveva essere una festa, ma per qualcuno è diventata una umiliazione davanti agli occhi del figlio minorenne. Un tifoso della Juventus, lo scorso 3 settembre, aveva portato il figlio ad assistere alla partita tra l’Empoli e i bianconeri al Castellani. Alla fine del primo tempo si è preso uno schiaffo da un tifoso azzurro che insieme ad altri era salito in Maratona superiore dalla Maratona inferiore. La “colpa” del tifoso juventino, oltre ad aver portato il figlio allo stadio con la maglia bianconera, è stata quella di aver spostato di pochi centimetri uno striscione degli ultras empolesi che gli impediva di vedere bene la partita.
Così l’episodio è stato ricostruito dalla polizia, che dopo aver esaminato le immagini delle telecamere puntate sulle tribune ha individuato il responsabile e gli ha notificato un Daspo: per i prossimi 8 anni il tifoso, che recivido, non potrà assistere alle manifestazioni sportive e dovrà andare a firmare al Commissariato quando si giocheranno le partite dell’Empoli.
La sera del 3 settembre lo stadio era pieno, era la prima partita di cartello della stagione e nonostante il grande numero di spettatori non ci sono stati particolari problemi di ordine pubblico, se si fa eccezione per quello schiaffo. A notarlo sono stati gli agenti in servizio allo stadio. Dall’esame dei filmati si vede un gruppetto di tifosi azzurri che verso la fine del primo tempo, dopo aver discusso a distanza con qualcuno che si trovava in Maratona superiore, partono per una spedizione punitiva. In realtà non avrebbero potuto salire, perché le scale sono presidiate dagli steward, ma il gruppetto arriva comunque di sopra. All’inizio sembra una discussione pacifica, poi parte quello schiaffo e il gruppetto ritorna di sotto, soddisfatto.
La tifoseria empolese non si è quasi mai segnalata per una particolare violenza, soprattutto rispetto a tante altre di Serie A e delle serie minori, ma quanto accaduto poco più di un mese fa al Castellani dimostra che una parte degli ultras, si spera una parte minoritaria, hanno ancora la concezione dello stadio come “cosa loro”, la presunzione di dettare le regole e di punire chi non le rispetta. Una concezione inaccettabile, soprattutto a Empoli. Le dimensioni dello stadio fanno sì che inevitabilmente le tifoserie (non quelle organizzate) un po’ si mescolino e non è accettabile che un padre di famiglia venga umiliato davanti al figlio solo per aver spostato di pochi centrimetri uno striscione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
