Gioco
L’Empoli sceglie l’usato sicuro. Via Zanetti, torna Andreazzoli
La quarta volta di Nonno Aurelio sulla panchina azzurra: missione salvezza
EMPOLI. Fuori Paolo Zanetti, dentro Aurelio Andreazzoli. Passate 36 ore di trambusto dopo il tracollo dell’Olimpico, l’Empoli si affida all’usato sicuro e richiama in panchina il tecnico di Massa poco più di un anno dopo il suo addio, che non è mai un addio ma più spesso un arrivederci. Se non stesse per compiere 70 anni, Nonno Aurelio sarebbe avviato a diventare un emulo di Davide Ballardini, che per un decennio ha fatto dentro e fuori dalla panchina del Genoa, in un rapporto di odio-amore col presidente Preziosi.
La versione ufficiale sarà che hanno subito pensato a lui, ma è quasi certo che sono stati sondati anche altri nomi. Alla fine, per convinzione o per necessità, la scelta è ricaduta sul tecnico che dal 2017 ha dato ampie garanzie di fare giocare bene la squadra e valorizzare i giovani, due cose a cui la società tiene parecchio. Oltre ai punti, ovviamente.
Nella stagione 2017/18 ha vinto il campionato di Serie B con cinque giornate d’anticipo. L’anno seguente, dopo aver fatto posto a Iachini, ha quasi salvato una squadra già retrocessa. Passato l’intermezzo Dionisi, gli è toccata una stagione intera chiusa a 41 e impreziosita dalle vittorie di Napoli e Torino, oltre al derby. Insomma, si disse che fu consigliato a Corsi da Spalletti, ma non è certo l’ultimo arrivato.
Ora lo attende un compito molto difficile. Intanto trasformare un’accozzaglia di giocatori in un gruppo solido, che sappia resistere alle tempeste. Poi magari mettere mano al sistema di gioco. Ci si aspetta che il primo correttivo sia non lasciare il centravanti a fare la guerra da solo contro un esercito di difensori. Dunque due attaccanti oppure un attaccante con due trequartisti a portata di piede. Lo spiegherà lui stesso oggi in fase di presentazione.
L’addio a Zanetti però è doloroso. «È capitato altre volte e fa parte del gioco – dice il presidente Fabrizio Corsi – Però stavolta il dispiacere è un po’ di più. Ora è un momento difficile, ma non dimentichiamo le cose positive che Zanetti ha fatto. Crediamo che Andreazzoli sia la persona giusta per risolvere i problemi che abbiamo. È una garanzia per quanto riguarda la gestione delle persone».
Zanetti intanto se ne va con lo stile che lo ha contraddistinto da quando poco più di un anno fa è arrivato sulla panchina azzurra. «Empoli mi aveva accolto ragazzo da calciatore, mi ha ritrovato anni dopo uomo dandomi la possibilità di allenare in Serie A – ha scritto ieri a mo’ di saluto – Fin dal primo giorno ho dato tutto quello che avevo, tutto me stesso per la causa cercando costantemente di crescere e migliorare e lavorando al massimo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Mi rimarrà la grandissima cavalcata dello scorso anno, una salvezza conquistata tutti insieme con pieno merito in un campionato difficilissimo come la Serie A. Prima dei ringraziamenti mi sento in dovere di chiedere scusa a tutte le persone che ci seguono, per la figuraccia di domenica a Roma. Ci tengo poi a ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicino, tutti i tifosi che ci hanno sempre seguito e non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno e la loro vicinanza; ringrazio inoltre tutte quelle persone che hanno lavorato con me, che hanno vissuto insieme a me tante gioie e purtroppo anche qualche dolore. So benissimo che nel calcio esistono anche questi momenti e farò tesoro di quest’esperienza per il mio percorso futuro, portandomi dietro i momenti belli e anche quelli negativi. Auguro all’Empoli e a tutti i suoi tifosi un futuro pieno di soddisfazioni e di momenti felici, oggi si chiude la mia esperienza ma continuerò da casa a fare il tifo per questi colori».
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