Gioco
Empoli, è una questione d’alchimia. Tanto lavoro per uscire dal tunnel
Zanetti deve fare quadrato attorno alla squadra: la rosa c’è, niente è precluso. Alla ripresa il calendario metterà davanti altre due big: la Roma e l’Inter
EMPOLI. Tre sconfitte su tre, quattro su quattro se si aggiunge quella di Coppa Italia contro il Cittadella con una rosa alquanto diversa rispetto a quella definitiva registrata al primo di settembre. Inoltre, allo 0 della casella punti c’è da aggiungere la stessa cifra sotto la colonna gol segnati in campionato. Insomma, difficilmente si poteva immaginare un peggior inizio di stagione per l’Empoli, alla caccia della storica terza salvezza consecutiva in Serie A. «In questo momento le responsabilità sono più della società che non dell’allenatore o della squadra. Siamo partiti in ritiro con 10 ragazzi della Primavera. Solo nell’ultima settimana abbiamo inserito 4-5 giocatori nuovi. Abbiamo perso giocatori importanti che avevano un peso specifico anche fuori dal campo. Non mi sento di dire nulla al mister e alla squadra se non di stargli vicino».
Le parole di Pietro Accardi, che ha commentato martedì la sessione di mercato, scattano la fotografia alla situazione, cercando di proteggere un gruppo che si troverà ad affrontare altre due gare molto difficili contro una Roma ferita nell’orgoglio e un’Inter col vento in poppa a punteggio pieno. Indubbiamente il ds azzurro, utilizzando parole simili a quelle di Zanetti nel considerare i cambiamenti della rosa avvenuti quest’estate, dice una grande verità. Sono andati via Parisi e soprattutto Vicario, un ragazzo che aveva dimostrato negli ultimi due anni di avere una personalità fondamentale all’interno della squadra. I giocatori nuovi sono arrivati tardi, vuoi per necessità economiche societarie, vuoi per valutazioni. Allora, nel guardare alle tre gare disputate, un po’ di ottimismo si può e si deve avere. «Dopo un ciclo di sconfitte – ha dichiarato Accardi martedì – è normale vedere tutto nero. Ma il nostro compito è quello di essere lucidi e analizzare cosa è successo partita dopo partita. Contro il Verona abbiamo perso per un episodio, che nel calcio è sempre dietro l’angolo». Nonostante una prestazione non proprio da buttare, il tecnico Zanetti aveva annusato i problemi che si sarebbero palesati la settimana successiva contro il Monza, una delle peggiori gare disputate dall’Empoli negli ultimi mesi. Infine la gara contro la Juve, squadra troppo ostica da affrontare in questo momento, che ha mostrato dei decisi segni di miglioramento nonostante il risultato finale. Allora la sosta non poteva arrivare in un momento migliore, nonostante la partenza di più di un elemento chiave, per provare a compattare il gruppo e trovare quell’unità di intenti che si è vista solo a sprazzi ad agosto.
Va detto chiaramente: il rischio di arrivare dopo la quinta giornata di campionato con 0 punti in classifica è, purtroppo, reale. Ma di crisi non si potrà parlare almeno fino alle tre gare successive, perché tutto quello che serve in questo momento è il tempo di creare l’alchimia tra i giocatori. La voglia, lo ha dimostrato anche lo sfortunato Maleh al suo esordio, non manca; l’apporto del pubblico, applaudito anche da Accardi, non è mai venuto meno. Ora ci vogliono fiducia e lavoro, nella consapevolezza che una salvezza non svanisce dopo tre partite.
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