La protesta
Empoli, sul mercato Accardi pensa positivo: «Abbiamo una rosa completa»
Il direttore sportivo dell’Empoli spiega le scelte. «Diamo tempo a questi ragazzi di crescere»
EMPOLI. Da pochi giorni si è concluso il calciomercato estivo e, come consuetudine, complice anche la sosta del campionato di Serie A per osservare gli impegni delle varie Nazionali in giro per il mondo, per tutte le squadre è tempo di fare i primi bilanci sulle rose che sono state costruite. In casa Empoli, da ormai sette anni, l'uomo che lavora dietro le quinte per costruire un gruppo il più competitivo possibile senza mai prendersi un giorno di riposo è Pietro Accardi, che ieri in conferenza stampa ha risposto alle domande dei giornalisti facendo un punto della situazione su quanto successo da luglio a oggi. «Il nostro – ha spiegato il ds azzurro – è stato un mercato molto difficile. A Empoli prima di andare a fare operazioni in entrata abbiamo da sempre l'esigenza di vendere. Quando hai la possibilità di comandare il mercato e spendere, allora fai un certo tipo di trattative, altrimenti i tempi di cosa comprare e quando farlo non li puoi determinare. Oggi mi sento di dirvi che abbiamo una rosa completa, forte in tutti i reparti. Dobbiamo solo dare tempo ai ragazzi e all'allenatore di farla diventare sempre più una squadra. Spesso sono i momenti difficili che servono per far crescere ulteriormente un gruppo e far sì che certi ingranaggi funzionino». La sensazione, da fuori, è che il mercato dell'Empoli sia partito con un'idea tattica chiara e precisa, ovvero il 4-2-3-1 con cui gli azzurri avevano portato a casa buoni risultati nel finale della scorsa stagione, e poi negli ultimi giorni si è deciso di cambiare rotta per passare al 4-3-3 che ha esordito domenica sera contro la Juventus. «Eravamo partiti – ha confermato Accardi – per dare seguito a quanto fatto lo scorso anno, ma poi abbiamo deciso di cambiare modulo perché il mister ha scelto di coprirsi mettendo un centrocampista in più in mezzo al campo. E allora a quel punto abbiamo deciso di andare alla ricerca di mezzali in grado di dare sostanza, fisicità e dinamismo. A Empoli non dobbiamo affidarci ai singoli, ma a un sistema di gioco. Ed è per questo che quando costruiamo una squadra cerchiamo giocatori duttili che sappiano fare più ruoli. L'anno scorso avevamo cominciato con il 4-3-1-2, ma avevamo Bajrami, Pjaca e Cambiaghi che ci permettevano di giocare anche 4-3-3 o 4-2-3-1. Non impostiamo mai una squadra per giocare con un solo modulo da inizio a fine stagione». E se questi sono i motivi che hanno spinto a chiudere praticamente sul gong gli affari che hanno portato Maleh e Bastoni a vestire la maglia dell'Empoli, per quel che riguarda il reparto offensivo Accardi non ha dubbi né sul ritorno di Destro né sulle qualità dei suoi attaccanti: «Penso che la rosa davanti sia ampia e che tutti i nostri giocatori abbiano caratteristiche diverse l'uno dall'altro. Qualcuno dice che ci mancano gli attaccanti con un certo fisico. Ricordo che l'anno scorso abbiamo giocato con Cambiaghi-Baldanzi e Cambiaghi-Caputo, lì dove erano i centimetri? Su Destro posso capire i dubbi dei tifosi, perché in campo nella scorsa stagione ha fatto poco, ma dentro lo spogliatoio ci ha dato una grossa mano. Purtroppo è stato anche sfortunato, perché è stato fuori sei mesi per infortunio. Abbiamo scelto di riprenderlo perché non si possono mettere in dubbio le qualità di un attaccante che è il decimo italiano nella classifica marcatori della Serie A di tutti i tempi. Aveva una voglia matta di tornare a Empoli, tanto che è venuto a delle condizioni economiche minime perché ha voglia di rivalsa. Prima di prenderlo abbiamo fatto tutte le valutazioni del caso e possiamo dire che sta bene fisicamente. Anche a occhio nudo si vede che non è il calciatore che si è presentato l'anno scorso. Siamo straconvinti che possa darci una mano nel ruolo di prima punta insieme a Caputo e a Shpendi, che per noi è un giocatore di grandissima prospettiva».
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