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Empoli, la Juve non fa sconti e arriva la terza sconfitta di fila

di Paolo Nencioni
Empoli, la Juve non fa sconti e arriva la terza sconfitta di fila

Azzurri in crescita rispetto alla prova incolore di Monza, ma non basta. Il tecnico cambia mezza squadra, i bianconeri avanti con Danilo, la chiudono con Chiesa

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EMPOLI. Zanetti ha perso una partita (la terza consecutiva in questo difficilissimo inizio di campionato, ahi) ma forse ha ritrovato una squadra. C’è un problema: in 270 minuti (quasi 300 contando i recuperi) la palla non è mai finita alle spalle del portiere avversario.

Il 2-0 incassato ieri dalla Juventus al Castellani ci può stare, visti i valori in campo, e i progressi rispetto all’incolore prova di Monza sono apparsi evidenti, ma la mole di gioco creata non ha prodotto occasioni e Perin ha passato una serata complessivamente tranquilla. Dunque il tecnico azzurro dovrà inventarsi qualcosa per tentare di non arrivare alla sesta, dopo Roma e Inter, ancora al palo.

Si parte con un bel po’ di sorprese nelle formazioni. Zanetti cambia mezza difesa (dentro Pezzella, Walukiewicz e Bereszynski), recupera Fazzini e getta subito nella mischia Maleh. Una squadra di corsa, come quella che voleva vedere alla vigilia, ma forse troppa carne al fuoco. Allegri cambia i quinti di centrocampo dando fiducia a Kostic e McKennie. Ne viene fuori un primo quarto d’ora di sostanziale equilibrio, anche se Vlahovic prova a scaldare i guantoni a Berisha, all’esordio al posto dell’infortunato Caprile, già al 7’ e poi di testa al 17’. Serve un episodio, che arriva puntualmente al 24’ su un mischione nell’area azzurra risolto in rete da Danilo (ma c’è un mezzo fallo di Bremer che sposta Marin per fare spazio al collega di difesa). La Juventus annusa il momento propizio e prova a chiuderla costringendo Pezzella a un doppio salvataggio al 31’, prima su Chiesa e poi su McKennie.

Al 37’ l’Empoli rischia di capitolare su un inserimento di Gatti, steso in area da Maleh. Il bianconero allarga il gambone, ma il centrocampista azzurro ha il torto di lasciare lì il suo. Un mezzo rigore, che Ayroldi e il Var danno per buono. Calcia Vlahovic e Berisha ci mette un’altra gamba, la sua, e si resta sull’1-0.

Il primo tempo si chiude con un bilancio di tanti cross dei padroni di casa in un’area dove non c’è nessuno a raccoglierli. Un’impressione che non verrà smentita nella ripresa.

Ripresa che si apre con una simulazione di Chiesa lanciato a rete (bel salvataggio di Berisha) e un check per un possibile fallo di mano di Fazzini, che però era già oltre la linea di fondo.

All’ora di gioco Zanetti toglie due gioielli per un uomo di sostanza e una promessa (non mantenuta): fuori Baldanzi e Fazzini per Grassi e Cancellieri. Non daranno la spinta in più che sarebbe servita. Allegri ha qualcosa di meglio in panchina: Pogba per Miretti. E il francese timbra il cartellino dopo cinque minuti su un intelligente assist di petto di Vlahovic. Tutto da rifare: è fuorigioco.

Il tecnico azzurro si gioca le ultime due carte: il figliol prodigo Destro per uno spento Caputo e il debuttante Kovalenko per Marin, un po’ di fosforo in meno a centrocampo.

Entrambe le squadre sembrano stanche e la Juve arretra il baricentro, ma forse è solo una trappola, nella quale l’Empoli cade quando mancano meno di dieci minuti alla fine: gli azzurri perdono palla al limite dell’area bianconera, Milik subentrato a Vlahovic lancia nello spazio Chiesa, Berisha prova a stenderlo ma il 20 si rialza e la piazza di destro in fondo alla rete. Game over. C’è ancora il tempo per una traversa di Milik e un palo di Kean, ma il risultato è scritto.

Non è bel momento per l’Empoli, mai così male all’inizio di un massimo campionato dal 2005/2006, quando rimediò la terza sconfitta proprio dalla Juve. Sì, bisogna inventarsi qualcosa con quello che c’è. 

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