Italia
Empoli, Zanetti cerca il leader perduto: «Ma con la Juve ce la giochiamo»
L’Empoli torna al centrocampo a tre, il tecnico vuole compattezza
EMPOLI. Paolo Zanetti cerca un leader. Un punto di riferimento per trasformare la somma di 11 giocatori in un gruppo coeso, che è stato il valore aggiunto della passata stagione. E pensa di poterlo trovare tra i tanti che questo mercato gli ha portato in dote.
Tanto era apparso preoccupato, il tecnico azzurro, dopo la sconfitta di Monza, quanto è sembrato fiducioso alla vigilia di Empoli-Juventus, che pure è la prima tappa di un Everest in cima al quale c’è l’Inter passando per Roma. Un allenatore più carico del solito (e di solito non è certo scarico) per infondere quello spirito che finora è mancato in un gruppo che ha perso punti di riferimento importanti come Vicario e Bandinelli e ne cerca altri.
Intanto si torna al centrocampo a tre, coi papabili Grassi, Marin e un Fazzini recuperato. «Oggi non siamo pronti per avere quattro punte in campo» ha chiarito Zanetti. Forse non sarà il 4-2-1-2 delle origini, dipende da come si muoverà Baldanzi accanto a Caputo e Cambiaghi, ma quello che serve, soprattutto contro una Juve affamata di punti, è equilibrio e compattezza, quella che è mancata a Monza.
«Questo non vuol dire che giocheremo tutti dietro – ha spiegato il tecnico – Torniamo al centrocampo a tre e vogliamo tornare a essere aggressivi. Le difficoltà in un campionato come la Serie A arrivano sempre, stavolta sono arrivate subito, questa può essere una opportunità».
Nel senso che può dare quel colpo di frusta che rimette una squadra in carreggiata.
«Questa settimana li ho messi sotto torchio – ha detto Zanetti parlando dei suoi giocatori – e mi hanno risposto alla grande. Ora pretendo continuità, al di là del risultato». Con un occhio anche ai tifosi, che stasera riempiranno il Castellani e hanno già cominciato a mugugnare. «Ma io li conosco – giura Zanetti – Quando diamo tutto nessuno si lamenta. Queste tre partite sono importanti perché ci metteranno alla prova. Sembra un Everest, probabilmente lo è, ma serve per alzare il livello. Non è scritto da nessuna parte che non faremo neanche un punto. Ci renderemo conto che siamo un gruppo di uomini o un gruppo di gente di passaggio che è venuto a Empoli per lanciarsi».
E a proposito di mugugni, il tecnico ha risposto anche a una domanda sul ritorno di Mattia Destro, impronosticabile fino a qualche giorno fa. «Mattia ha 98 gol nelle gambe, è un uomo meraviglioso – ha detto Zanetti – Ha deciso di venire qui per provare a riprendersi tutto. Non è giudicabile per quanto ha fatto la scorsa stagione, perché è stato fuori cinque mesi. Insieme a Shpendi ci darà una mano. Con questa filosofia l’Empoli si salva e lo farà anche quest’anno. In questi tre mesi si è allenato bene, ha perso 5 o 6 chili. Ha voglia di dimostrare a tutti che può entrare nel cuore di questa gente. L’importante è che stia bene fisicamente».
Due parole anche sul mercato. Per gli arrivi ma soprattutto per le scongiurate partenze. «Sono contento per chi è arrivato – ha detto il tecnico – Avevamo finito i centrocampisti di corsa, e con gli arrivi di Bastoni e Maleh, oltre al recupero di Fazzini, possiamo fare un centrocampo a tre o un centrocampo a due, possiamo fare quello che vogliamo». E ovviamente altre due parole sulla Juve: «Non è vero che non possiamo batterla. Noi già l’anno scorso e nel passato abbiamo dimostrato che ce la possiamo giocare. Certe squadre vanno affrontate al massimo delle nostre capacità, con la spavalderia di poterle battere, ma con più umiltà delle ultime due partite».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
