Sicurezza
Luciano Spalletti, il Ct che piace: il “Rinascimento” comincia da Certaldo
Concittadini e amici sono al fianco dell’allenatore
CERTALDO. Adesso mancano ormai solo le sue di parole. Quelle di Luciano Spalletti, il nuovo Ct dell’Italia a caccia di riscatto, oltre che di una qualificazione ad un Mondiale, che latita ormai da troppo tempo. Non è arrivata in Russia, nel 2018 e non è stata centrata nemmeno in Qatar, nel 2022. Toccherà a lui, il tecnico di Certaldo legatissimo alle sue origini, colorare nuovamente d’azzurro il cielo del pallone. È in azzurro che è cominciato tutto, con l’Empoli, club con cui si è avvicinato alla carriera di allenatore scalandone in fretta le gerarchie, e lo stesso colore adesso deve riportarlo alla sfumatura più viva. Parlerà i primi di settembre (il 4, a Coverciano), quando di fatto comincerà ufficialmente la sua avventura, ma intanto tra Avane e Certaldo sono già tutti in fibrillazione. «Fin quando si è cominciato a sussurrare il suo nome - ci ha spiegato ieri Giacomo Cucini, il sindaco di Certaldo -, ho incrociato le dita.
Un po’ perché Luciano meritava questa soddisfazione e un po’ perché è quello di cui c’era bisogno: siamo di fronte ad uno straordinario professionista, oltre ad essere un simbolo per tutta la nostra comunità». Il "Rinascimento" italiano, insomma, può essere davvero all’insegna di Spalletti, l’allenatore capace di vincere dappertutto e che ora fa sognare il ritorno ai fasti degli anni passati. «In passato - ha continuato Cucini -, qui sono venuti a trovarci tanti suoi tifosi, dai romanisti ai napoletani: è stato bello spalancare loro le porte e toccare con mano, se mai ce ne fosse stato bisogno, tutto questo affetto nei confronti di un nostro concittadino. L’ultimo Ct toscano, poi, ci ha portato in cima al tetto del mondo: possiamo solo incrociare le dita». Ad Avane, nella polisportiva a cui Spalletti è da sempre legato nel nome di suo fratello Marcello, nessuno ci vuole pensare ad arrivare fin lassù, «basterebbe intanto tornare a rivedere la Nazionale al Mondiale perché i bambini nati negli ultimi otto anni non hanno idea di cosa significhi».
Questione di scaramanzia, perché la fiducia è totale. Da qui, per seguire Spalletti, sono partiti persino per la Russia, negli anni vissuti sulla cresta dell’onda a San Pietroburgo, con lo Zenith: a Milano, in occasione del suo debutto italiano, contro l’Ucraina, il 12 settembre, ci sarà sicuramente pure una delegazione di loro, gli amici di una vita. Varcherà il cancello di Coverciano anche un altro pezzo di storia legata a Empoli, il fidato collaboratore tecnico Daniele Baldini, ex difensore, diventato capitano di quegli azzurri che tra il 1995 e il 1997 hanno conquistato la doppia promozione, dalla C1 alla Serie A, proprio con Spalletti.
Il suo vice sarà Marco Domenichini, spezzino di nascita, accanto al tecnico toscano già nella stagione del passaggio in A col club di Fabrizio Corsi.
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