La protesta
Empoli. È il d-day Col Cittadella Zanetti fa le prove di mentalità
Il tecnico: «Shpendi abbina tecnica e velocità»
EMPOLI. «Questa partita con il Cittadella a noi serve come preparazione al campionato, che ormai è alle porte, ma mi aspetto un passo in avanti a livello di consapevolezza e di mentalità con cui i ragazzi scenderanno in campo. Ci tengo a far bella figura». Non fa prigionieri il tecnico Paolo Zanetti nella conferenza stampa pre-partita a ventiquattro ore di distanza dal primo impegno ufficiale del suo Empoli di questa stagione, i trentaduesimi di Coppa Italia con il Cittadella in programma oggi alle 17,45 alla Castellani-Computer Gross Arena. Il tecnico di Valdagno non ha certo intenzione di sottovalutare l’impegno contro i veneti e vuole che i suoi ragazzi facciano altrettanto perché «se giocheremo con le stesse motivazioni allora è probabilmente che avremo qualcosa più di loro, altrimenti andremo in difficoltà».
Senza mettere troppo le mani avanti e senza cercare alibi in anticipo, dobbiamo comunque ammettere che l’Empoli non arriva a questa partita al 100% della sua forma. Il pre-campionato degli azzurri è stato infatti minato da qualche problema fisico di troppo, che ha complicato la preparazione di qualche singolo. «Abbiamo avuto 4-5 potenziali titolari - ha ricordato Zanetti - che si sono dovuti fermare. Maldini, un giocatore che per noi è molto importante, si trascina dei problemi dalla stagione scorsa e ne avrà ancora per un po’ di tempo. Qualcun altro ugualmente importante, come Baldanzi, ha dovuto interrompere gli allenamenti per un problema muscolare, ma la settimana prossima sarà di nuovo a disposizione, come Fazzini. Dopo due mesi e mezzo rivedremo Marin in campo per un tempo. Sicuramente il futuro ci riserverà cose diverse da quanto abbiamo visto nel pre-campionato».
Con tutte queste assenze, il tecnico Zanetti sarà costretto a fare delle scelte obbligate in alcuni ruoli. Un grande punto di domanda rimane su chi giocherà titolare come esterno alto a destra, con Ekong e Piccoli che molto probabilmente si divideranno questo compito. «Ekong - ha confermato Zanetti davanti a microfoni e taccuini - si gioca il posto con altri, anche se sto pensando di dare minuti a Piccoli, perché comunque ha già fatto quel ruolo nell’Atalanta. Messo largo a destra Piccoli potrebbe stare vicino a Caputo in fase di possesso e venirci a dare una mano in fase di non possesso». In difesa, invece, Zanetti ha confermato il ballottaggio sulla fascia sinistra tra Pezzella e Cacace, un dualismo che con ogni probabilità durerà per tutta la stagione: «Pezzella mi ha molto impressionato. Non è il giocatore che era Parisi, ma è più fisico di Fabiano e ci dà una maggior continuità nei cross e palla al piede. Cacace è un giovane sul quale puntiamo. Vogliamo creare una competitività di alto livello tra loro due. Oggi come oggi Liberato non è obbligato a fare la riserva, ha delle responsabilità in più: per noi quest’anno sarà un grande punto di forza averlo in squadra».
Infine, il tecnico azzurro ha parlato di Shpendi, l’ultimo arrivato nello spogliatoio dopo una lunga trattativa con il Cesena che ha messo il ragazzo sotto le luci dei riflettori. «L’unica cosa che mi preoccupa di Shpendi - ha concluso Zanetti - sono le aspettative che ci sono su di lui. È un giocatore che abbina grandissima velocità con un’ottima tecnica. Ha una volontà e una fame che raramente si vedono e per questo la società ha deciso di fare un investimento importante su di lui.
Mi ricorda molto Baldanzi, perché è tanto umile quando è fuori dal campo quanto è sfacciato quando comincia a giocare. Il mio compito è quello di farlo lavorare sulle sue lacune e fargli consolidare quello che sa già fare. Dobbiamo tutelarlo e proteggerlo senza fargli bruciare le tappe».
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