Toscana
Empoli, Baldanzi cala il tris con l’Italia U.20. Un gol e due assist con la Colombia
Il gioiellino dell’Empoli sempre più protagonista ai Mondiali in Argentina
EMPOLI. Nel segno indelebile di Tommaso Baldanzi e del suo shot d’esultanza che continua a esibire in Argentina, l’Italia Under 20 prosegue il suo percorso nel Mondiale di categoria approdando alle semifinali della competizione. Gli azzurrini hanno infatti battuto la Colombia nei quarti con un sonoro 3-1 e il gioiellino dell’Empoli ha partecipato a ogni marcatura della squadra: ha fornito due assist, il primo battendo magistralmente un corner e il secondo sparando nell’area piccola una rasoiata perfetta per il fantastico colpo di tacco di Esposito, e segnato la rete del 2-0 approfittando della sponda aerea di Casadei. Una prestazione a tutto tondo, quella di Baldanzi, che farà molto piacere anche a mister Zanetti, visto con gli occhi puntati sulla televisione debitamente sintonizzata sulla diretta della gara già durante la conferenza stampa dopo la gara contro la Lazio. Il numero 35 empolese, che in Nazionale veste e onora alla grande la casacca numero 10, sta mostrando tutte le sue doti di playmaking al Mondiale, quelle che proprio il tecnico di Valdagno gli ha “rimproverato” in stagione di utilizzare meno del dovuto. Non solo per i due passaggi decisivi per i compagni ma soprattutto per quel suo ballare tra le linee da vero trequartista e rifinitore, quella capacità di unire il reparto avanzato col resto della squadra che è la vera chiave per accendere il motore degli azzurrini. Il tutto senza contare che, se può puntare l’uomo, lo imbarazza a più riprese: i difensori colombiani sono stati irrisi in numerose occasioni, finendo spesso a sedere incapaci di fermarlo; dopo un comico tentativo di abbrancarlo da terra a inizio ripresa, anche questo senza successo, gli avversari hanno così iniziato a riservargli un trattamento ruvido fatto di spinte, ginocchiate e altri colpi che sa tanto di ammissione di superiorità. Insomma, se Casadei sta mostrando uno stradominio fisico prima che tecnico e difficilmente non verrà incoronato come capocannoniere del Mondiale, la scintilla del meccanismo creato da Nunziata parte da Tommaso Baldanzi. Ma non vanno dimenticati gli altri empolesi presenti nella spedizione mondiale. Il club di Monteboro ha infatti dato tre giocatori alla rosa: nessuna squadra di Serie A può dire di aver fatto altrettanto. Gabriele Guarino si è preso di prepotenza un posto al centro della difesa di questa Nazionale, sfilando la maglia da titolare a Fontanarosa dell’Inter, e sta ripagando la scelta di Nunziata a suon di prestazioni concrete in coppia col lucchese Ghilardi. Anche contro la Colombia, nonostante l’attacco mobile e intraprendente dei giovani “cafeteros”, il centrale della Primavera di Buscè non ha tradito le attese e, al netto di qualche imprecisione tranquillamente scusabile, ha tenuto botta contro i tentativi avversari. Duccio Degl’Innocenti, invece, è entrato solo nel finale della gara per far rifiatare proprio il compagno di club Baldanzi; Nunziata gli preferisce Prati e Faticanti, ma si è fatto trovare pronto al momento del bisogno. Visto il livello di prestazioni tenuto da Guarino e il tentativo fatto già in questa stagione con Degl’Innocenti, è difficile non immaginare che l’anno prossimo l’Empoli arriverà ad alzare la quota di giovani provenienti dalla propria Primavera presenti in prima squadra. L’avventura in Argentina dell’Italia Under 20, così, non finisce qui. L’approdo alle semifinali vale, per ora, il miglior risultato raggiunto dalla Nazionale nella competizione, a pari merito con le ultime due spedizioni. Nei due precedenti i sogni di gloria si sono sempre interrotti alle semifinali; ora la truppa di Nunziata dovrà aspettare la vincente tra Nigeria (l’unica ad aver battuto per ora gli azzurrini) e Corea del Sud per sapere chi dovrà superare per accedere alla finale. Idea ancora più appetitosa perché, dall’altra parte del tabellone, Israele ha eliminato il sempre pericoloso Brasile dopo i tempi supplementari. Un’occasione d’oro che l’Italia di marca empolese non può non sfruttare.
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