Gioco
L’Empoli a testa alta contro la Lazio. Al Castellani è comunque una festa
I biancocelesti non sbagliano e la chiudono con Romagnoli e Luis Alberto
EMPOLI. Finisce con la curva laziale in festa, ma va detto che l’Empoli ha fatto sudare questo secondo posto ai biancocelesti, obbligati a vincere dopo il successo dell’Inter sul campo del Torino. Se la vittoria di due settimane fa contro la Juventus era stata la ciliegina sulla torta di un campionato più che soddisfacente, sarebbe stata una ciliegiona contro questa Lazio che ha mostrato una solidità esibita al Castellani forse solo dal Napoli in questa stagione. L’hanno decisa un colpo di testa di Romagnoli su corner all’inizio della ripresa e una stoccata di Luis Alberto nei minuti di recupero. Giusto così, anche perché l’Empoli è riuscito a impegnare l’ex Provedel solo all’89’ con Cambiaghi al volo da fuori area. Lo stesso Cambiaghi, forse il migliore tra i suoi, che pochi secondi dopo si è preso il secondo giallo andando a stendere Zaccagni in ripartenza.
Si comincia in uno scenario da grandi occasioni: la coreografia della Maratona con la Collegiata e la fontana di piazza dei Leoni, mentre dall’altra parte c’è la Curva Nord biancoceleste che si è trasferita in blocco in Curva Sud ed esprime un livello di decibel sentito raramente al Castellani.
La Lazio è obbligata a vincere non solo per questioni di prestigio ma anche perché tra il secondo e il terzo posto ballano cinque milioni di euro di premi (per l’Empoli “solo” mezzo milione tra quattordicesimo e tredicesimo posto e la voglia di arrivare davanti al Sassuolo di quel Dionisi che lasciò orfani gli azzurri due anni fa).
Gli ospiti partono a testa bassa e già al 2’ Vicario è costretto alla prima delle sue parate su Immobile dopo una palla persa da Grassi al limite. La Lazio è in pressione costante, ma Zanetti tiene comunque i terzini (stasera Stojanovic e Cacace) molto alti, senza paura. Akpa Akpro sente aria di casa ed è il più propositivo, anche si prende un giallo dopo 14’ minuti per un’entrata su Milinkovic che subirà la stessa sorte 20 minuti dopo a parti invertite. Passata la prima sfuriata, l’Empoli mette la testa fuori e Grassi viene murato in area, poi Immobile cicca un rigore in movimento. Pedro non sembra sentire il passare degli anni e ancora Immobile impegna Vicario al 34’ e poi si vede deviare una conclusione sotto misura da Cacace. Ma sul finire di frazione tocca ancora a Vicario salvare di piede su Patric e poi con la manona su Immobile dopo un errato disimpegno di Luperto.
Nella ripresa non passano nemmeno due giri di lancette e gli ospiti la sbloccano con un’incornata di Romagnoli su uno dei velenosi corner di Luis Alberto, che già all’andata aveva fruttato l’autogol di Caputo. L’Empoli prova a reagire con un contropiede ben condotto da Cambiaghi e Stojanovic, ma Grassi perde il passo sul più bello e subito dopo lascia il posto a Henderson (buona la sua prova). Martusciello, stasera in panca al posto dello squalificato Sarri, sgancia Zaccagni per Pedro e la Lazio non fa l’errore di abbassare il baricentro. Anzi. Troppo alta la posta in palio per permettersi distrazioni.Tra gli azzurri tocca a Destro e Haas per Piccoli e Bandinelli (Caputo oggi nemmeno in panchina dopo l’attacco influenzale della scorsa settimana). L’Empoli piano piano si spegne a arriva il momento di Ujkani per l’addio di Vicario: tutti in piedi a salutare il portiere che è stato il vero centravanti della stagione e un lungo abbraccio con Zanetti dice tutto. Cambiaghi, come detto, è l’ultimo ad arrendersi e all’89’ si inventa un missile al volo da fuori area che mette paura a Provedel, poi stende e Zaccagni e va a fare la doccia anzitempo. Anche per lui potrebbe essere stata l’ultima apparizione al Castellani, ma mai dire mai. Finisce una stagione esaltante per gli azzurri, ancora di più per i biancocelesti.
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