Gioco
Zanetti «Continuiamo a divertirci per arrivare il più in alto possibile»
Il Verona obbligato a vincere: «Dai miei voglio una prova di maturità»
EMPOLI. Conta più la fame di punti o la voglia di continuare a divertirsi? La risposta a questa domanda, oltre al tasso tecnico e alle giocate dei singoli, come sempre, ci darà il risultato della partita che oggi all’ora di pranzo vede sfidarsi l’Hellas Verona con l’acqua alla gola e gli azzurri reduci dalla notte magica di Empoli-Juventus.Teoricamente per la squadra di Zanetti potrebbe essere un impegno più complicato di quello coi bianconeri, perché nonostante l’avversario sia di caratura inferiore, l’Empoli gioca fuori casa, onestamente non ha più molto da chiedere alla stagione e i padroni di casa giocheranno col classico coltello tra i denti. Ma il tecnico non è d’accordo. «Magari sarà più difficile per i nostri avversari - dice alla vigilia - Noi vogliamo continuare a metterci in mostra e continuare a migliorarci. Le motivazioni individuali sono tante, e anche quelle del club; arrivare più in alto possibile è importante. Vogliamo continuare a divertirci e andremo a fare la nostra partita. Sarà interessante anche per noi, per capire il nostro grado di maturità».Occhio, l’aveva detto anche alla vigilia di Empoli-Juve ed è facile immaginare un brivido correre lungo la schiena degli scaligeri.
La formazione è praticamente fatta e la novità più importante si chiama Nicolas Haas. Sì, il centrocampista elvetico che proprio al Bentegodi, ormai un anno e mezzo fa, si procurò il grave infortunio al ginocchio in Coppa Italia parte dal primo minuto accanto a Grassi nel 4-2-3-1 dove Cacace prende il posto dello squalificato Parisi. Davanti, i soliti di lunedì sera, con Caputo perno centrale e Piccoli pronto a dare un contributo a gara in corso.«Quella di Haas non è stata stagione difficile - dice Zanetti - Dopo un infortunio del genere si rischia di giocare molto meno e molto peggio. Sono contento di quello che mi ha dato e dell’atteggiamento incredibile che ha. Ha sempre tirato la carretta dalla parte giusta». Rispondendo a una domanda, Zanetti si volta indietro in cerca di rimpianti e ne trova pochi: «Il nostro è stato un percorso, è successo di crescere e di arrivare nel momento clou al massimo delle nostre capacità.
L’esperienza va fatta sul campo, col lavoro. In certi momenti della stagione siamo stati un po’ ingenui, i quattro gol consecutivi su calcio d’angolo, per esempio. Altrimenti avremmo lottato per qualcosa di clamoroso».Il suo futuro sulla panchina dell’Empoli rimane sullo sfondo, ma l’impressione è che parla da allenatore di questa e della prossima stagione. «Abbiamo deciso di non affrontare questi discorsi per concentrarsi sul finale - spiega - Il progetto lo fa il club, non lo fa il tecnico. Io sono lì per ascoltare. Ci sono tante variabili. Abbiamo deciso di non affrontarle a campionato in corso. Non è per lasciare dubbi strani, anche perché ho due anni di contratto».Gli sono piaciute le parole di Sebastiano Luperto dopo Empoli-Juventus («Le partite più importanti? Quelle che abbiamo perso»), anche se ha un’idea parzialmente diversa: «La gestione della sconfitta è la parte più difficile in una squadra che si deve salvare. Lì tutti quanti, dai dirigenti ai calciatori, hanno capito che cosa bisognava fare per svoltare e per crescere. Le partite chiave sono quelle che arrivano dopo una sconfitta o una serie di sconfitte. Per me quelle importanti sono quelle vinte dopo un periodo difficile, soprattutto se sono scontri diretti. Lì, o hai la forza di starci dentro o si cade nel baratro». L’Empoli questa forza l’ha avuta e ora raccoglie i frutti.
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