Il Tirreno

Empoli

Lo “zoccolo duro” dell’Empoli è il centrocampo (più Caputo)

di Luca D’Alessandro
Lo “zoccolo duro” dell’Empoli è il centrocampo (più Caputo)

Si riparte dalla mediana per centrare una storica terza salvezza consecutiva

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EMPOLI. Non è un mistero che uno dei più grandi segreti (ben poco nascosti) della salvezza raggiunta dall’Empoli per il secondo anno consecutivo è la forza e l’unità raggiunta dal gruppo squadra. Più volte i giocatori e l’allenatore hanno rimarcato come la mentalità di tutti fosse centrata verso un unico obiettivo, tanto che l’apporto dato dai calciatori subentrati a partita in corso è stato pari, spesse volte superiore, a chi è entrato in campo dal primo minuto. Il merito è di tante persone: del ds che ha costruito la rosa, del tecnico che ha saputo motivarla, dei giocatori stessi che la compongono. Nella prossima stagione si dovrà ripartire proprio da lì, dal gruppo e dalle sue motivazioni, per raggiungere un’altra volta l’obiettivo. Questione tutt’altro che facile, soprattutto pensando ai tanti cambiamenti che subirà la rosa; sarà necessario, in qualsiasi caso, mantenere uno zoccolo duro di giocatori che dovranno portare avanti la filosofia della squadra.

Si deve partire allora dalle defezioni che, sicuramente o quasi, si vedranno in estate. Al netto delle follie del mercato, infatti, ci sono certi giocatori per cui l’esperienza a Empoli molto probabilmente si chiuderà. È oltremodo folle pensare che Vicario e Parisi possano rimanere un altro anno al Castellani, per esempio. Troppo ricercati, troppo utili per alcune squadre di alta classifica anche perché italiani e quindi utili per la registrazione alle coppe europee, troppo forti per giocare nell’Empoli per molti anni. Difficilmente si riuscirà a tenere anche Cambiaghi, che dopo una stagione del genere potrebbe avere richieste importanti da parte di molte squadre di media e alta classifica; l’Atalanta potrebbe essere portata a cercare la plusvalenza oppure a tenerlo in casa come alternativa a un attacco che ha due giocatori ormai di esperienza come Zapata e Muriel. Occhio alla situazione di Luperto: le sue prestazioni costantemente sopra la media hanno attratto gli occhi di squadre come Sassuolo e Torino, sempre alla ricerca di un colpo a costo non eccessivo. C’è sempre poi il nodo dei talentini più giovani: il presidente Corsi è stato chiaro nelle sue intenzioni di trattenere per un altro anno Fazzini e Baldanzi, ma se dovessero arrivare offerte ritenute impossibili potrebbero anche partire questa estate.

Quale sarà, quindi, lo zoccolo duro della squadra? Sicuramente si partirà da una buona base a centrocampo. Capitan Bandinelli è destinato a guidare anche la prossima stagione lo spogliatoio, e le sue parole alla fine della gara contro la Sampdoria non fanno che confermare un’ipotesi già di base abbastanza accurata. Il riscatto di Marin è praticamente assicurato dopo un’annata andata in crescendo; discorso valido anche per Grassi che, al netto della condizione fisica incostante, quando ha avuto tranquillità e tempo per lavorare ha fornito ottime prestazioni. Il cambio di modulo, poi, ha dato una grossa mano al centrocampista ex Parma e Cagliari per risplendere. Negli altri reparti rimarranno alcuni di quelli che sono diventati dei pretoriani di Zanetti, come Ismajli per cui il tecnico di Valdagno ha speso tante dolci parole (soprattutto nella prima parte di stagione) e che difficilmente vorrà fare a meno del centrale albanese; anche Stojanovic, nonostante gli sia stato preferito spesso Ebuehi nel girone di ritorno, non sembra probabile si muova, mentre la prossima stagione sarà sicuramente l’annata in cui Cacace dovrà dimostrare di che pasta è fatto. In attacco si tornerà ovviamente a fare affidamento a Ciccio Caputo che, con la salvezza conquistata, è diventato a tutti gli effetti di proprietà dell’Empoli; un mix di esperienza, capacità e amore per la maglia difficilmente sostituibile. Saranno queste le fondamenta dell’Empoli del futuro, alla caccia di una storica terza salvezza consecutiva.

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