Gioco
Juve, la Grande depressione: l’Empoli dà il colpo di grazia
Un lunedì nero per i bianconeri che prima incassano la penalizzazione per le plusvalenze e poi ne prendono quattro dalla banda di Zanetti: Castellani in delirio
EMPOLI. È un lunedì nero come quello del 1929 per la Juventus, un lunedì di gloria per l’Empoli, che centra la vittoria più clamorosa della sua lunga storia e manda in visibilio un Castellani gremito.
Un lunedì da Grande Depressione per i colori bianconeri, che incassano la prevista penalizzazione (10 punti) dalla Corte d’appello federale e poi, per non farsi mancare niente, incassano anche quattro gol quattro dalla spensierata banda di Zanetti, che mette una ciliegina sulla torta di un campionato andato oltre le aspettative e supera i 41 punti della precedente gestione Andreazzoli.
I tifosi azzurri erano pronti a far festa per la salvezza raggiunta la settimana scorsa a Marassi ma forse nemmeno loro immaginavano un’apoteosi di questo genere.
La Juventus ha cominciato a perdere la partita prima del fischio d’inizio, alle 20.17, quando le agenzie battono l’atteso esito della sentenza sulle plusvalenze. Sarebbe un incentivo a gettare il cuore oltre l’ostacolo, perché teoricamente c’è ancora la possibilità di salvare un posto nelle Coppe.
E in effetti la Juve parte forte, si capisce subito che non ha preso l’impegno sottogamba, e al 7’ comincia la serata di superlavoro di Vicario che para su conclusione sghemba di Vlahovic in mischia, con Milik che non arriva per un soffio. Tre minuti dopo tocca a Kostic impegnare il portiere azzurro con un diagonale disinnescato. Al 13’ il muro sembra cadere, ma è un’illusione: Milik coglie di testa la traversa su corner di Miretti e poi Gatti la mette dentro, ma Ayroldi annulla per un precedente fallo di Bremer su Vicario.
Passata la sfuriata, l’Empoli mette la testa avanti con ben altri frutti. Al 16’ Szczesny anticipa di un soffio Luperto e sulla palla si avventa Cambiaghi, steso da Milik appena entrato in area: il classico fallo dell’attaccante che si improvvisa difensore. Caputo trasforma il rigore con una bordata alla destra del portiere bianconero. Ora la Juve sembra stordita, certo non se lo aspettava. E al 22’ gli azzurri passano all’incasso per la seconda volta: angolo di Fazzini, Caputo rimette in mezzo e Szczesny para su Akpa Akpro ma non può nulla sulla stoccata di Luperto che si infila sotto la traversa.
Il Castellani è in tripudio. L’Empoli nella sua storia non è mai stato in vantaggio di due reti sulla Juventus.
In realtà i bianconeri la potrebbero riaprire subito, ma la palla buona capita sui piedi poco educati di Bremer che si mangia un gol già fatto. L’Empoli continua a macinare gioco, si vede che ha la testa libera e tutti provano la giocata, anche con qualche brivido. Poi nel primo minuto di recupero ci pensa un fantastico salvataggio di piede di Vicario su Vlahovic a tenere il risultato sul 2-0.
Al rientro dagli spogliatoi Allegri sgancia Chiesa e Paredes per Miretti e Barbieri. Vlahovic fa in tempo a sparare in curva da buona posizione e siamo già sul 3-0: Akpa Akpro ruba palla ad Alex Sandro e serve Caputo che con lo scavetto supera il povero Szczesny.
Gli azzurri sono in fiducia, hanno ancora fame e nel giro di quattro minuti, dal 54’ al 58’, creano altre due occasioni con Bandinelli e Fazzini. La Juve non riesce a trovare il bandolo della matassa e Allegri si gioca la carta dei quattro attaccanti inserendo Kean e Di Maria. Niente da fare, non è serata. Anche perché sotto porta attaccanti e difensori continuano a sbagliare. A cinque minuti dalla fine parte anche una contestazione dalla curva bianconera, che poi respingerà i giocatori a fine gara.
Subito dopo Chiesa, su cross di Rabiot trova il varco giusto ma ormai è tardi e nel recupero ci pensa Piccoli, entrato da cinque minuti, a mettere la ciliegina sulla ciliegina.
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