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La partita

Empoli, dimentica la festa: il presente si chiama Juve

di Paolo Nencioni
Paolo Zanetti applaude i tifosi azzurri a Marassi
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Paolo Zanetti applaude i tifosi azzurri a Marassi

Zanetti: «Loro avranno motivazioni alte, noi dobbiamo recuperarle». Si va avanti con 4-2-3-1: Walu e Marin out, in mediana tocca a Bandinelli

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EMPOLI.  «Loro avranno motivazioni molto alte, noi dobbiamo cercare di recuperarle». Paolo Zanetti ha il dono della sintesi nel presentare la sfida di stasera tra Empoli e Juventus, una partita che è sempre un evento da queste parti, e stasera ancora di più, perché i bianconeri ci arriveranno dopo l’eliminazione in Europa League e col più che probabile fardello della penalizzazione, ed è presumibile che siano entrati in modalità toro ferito (non ce ne vogliano i cugini granata). Un toro ferito è molto pericoloso, perché è comunque forte e se possibile ancora più cattivo.

Sull’altro fronte, atmosfera del tutto diversa. Il tecnico dell’Empoli non si nasconde e ammette che dopo lunedì sera c’è stato qualche festeggiamento e qualcosa si è perso per strada. «Anche solo inconsciamente, è normale – spiega Zanetti – C’è stata un po’ di rilassatezza, ma devo dire che abbiamo fatto bene gli ultimi tre giorni. Ci sono anche motivazioni personali in questa partita, la voglia di mettersi in mostra. Mi piacerebbe che domani i miei giocassero liberi di testa e al tempo stesso dimostrassero di essere diventati maturi, perché la figuraccia è dietro l’angolo». Lo disse anche prima di Juventus-Empoli nel girone d’andata e finì 4-0 per i bianconeri.

Ma Paolo Zanetti riparte da alcune certezze. Innanzitutto il modulo: si va avanti col 4-2-3-1 che sta funzionando. Senza Walukiewicz, che non ha recuperato, Marin (stagione finita) e Baldanzi che ieri sera ha esordito nel Mondiale Under 20 in Argentina, la formazione per una volta è quasi scritta: Vicario in porta, Ebuehi e Parisi sulle corsie, Luperto e Ismajli centrali, Bandinelli e Grassi mediani; Akpa Akpro, Fazzini e Cambiaghi dietro l’unica punta Caputo. A partita in corso potrebbe esserci spazio per Pjaca.

«La salvezza arrivata a Marassi per me gioia incredibile – fa un passo indietro il tecnico – Sarebbe bello non abituarsi mai, che le cose accadessero e che venga sempre loro dato il giusto valore. È arrivata anche in un modo che ci dà un picco di gioia, con il gol all’ultimo minuto. Sono contento per i ragazzi che mi hanno sempre seguito e accompagnato con la giusta mentalità e predisposizione. Un allenatore senza i suoi calciatori non è nulla. Dedicato a loro e al club che ha creduto in me. Non ho sassolini da togliermi dalle scarpe, preferisco far parlare i punti. Certo si potevano fare meglio tante cose, ma abbiamo fatto il nostro massimo. In tutto l’anno non abbiamo mai messo un piede nella zona calda».

E ancora sulla partita di stasera: «È un momento importante, che testimonia quanto sia importante il calcio qui. Gli empolesi possono vedere uno spettacolo di altissimo livello, e glielo faremo vedre anche nella prossima stagione. Loro sul campo sono secondi, è squadra impressionante, e la situazione che stanno vivendo sono convinto che darà loro ancora più spinta».

C’è la tentazione di prendere questa partita come una passerella. Zanetti non è d’accordo. Direi un’opportunità. Metto in campo la formazione che ritengo migliore. Qualcuno farà esperienza ma se lo deve meritare. Non metto in campo chi ha giocato di meno. Metto in campo chi ha più voglia». Anche perché lo dicono i numeri: fare risultato con la Juve al Castellani è un’impresa. L’ultimo punto, uno 0-0, risale alla stagione 2007/2008, l’ultima vittoria a un quarto di secolo fa, stagione 1997/98, 1-0, gol di Bianconi. Le ultime cinque sono sconfitte, con 13 gol incassati e 4 segnati.

Indicazione importante: conviene arrivare per tempo al Castellani sold out, e se possibile a piedi o in bici.


 

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