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L’Empoli è un’altra squadra. Vittoria che sa di salvezza

di Paolo Nencioni
L’Empoli è un’altra squadra. Vittoria che sa di salvezza

Zanetti con la Salernitana ripropone il sistema 4-2-3-1 e raccoglie i frutti con Cambiaghi e Caputo. Ora è sufficiente che lo Spezia non batta il Milan

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EMPOLI. La pratica è (quasi) archiviata. L’Empoli giocherà in Serie A anche nella stagione 2023/2024. Non lo dice ancora la matematica ma lo dice la logica. Battendo per 2-1 la Salernitana al termine di una partita gagliarda, gli azzurri si sono portati a più 11 sulla zona retrocessione e se lo Spezia non dovesse battere il Milan sabato sera l’Empoli potrebbe festeggiare già sul divano prima di affrontare a Marassi la Sampdoria che proprio ieri è retrocessa in Serie B dopo aver perso sul campo di Udine.

È cambiato tutto in otto giorni, dalla rocambolesca sconfitta di Sassuolo alla vittoria sul Bologna bissata dal successo sulla Salernitana che non perdeva da 10 giornate.

Una svolta figlia anche del cambio di sistema di gioco, un 4-2-3-1 con Henderson dietro le punte e Baldanzi esterno a destra che qui non si vedeva dai tempi di Silvio Baldini, proposto coi felsinei in settimana e riproposto ieri coi granata. Un vestito che sembra adattarsi molto meglio alle caratteristiche dei giocatori azzurri, che consente di coprire meglio il campo senza sfiancarsi e che potrebbe essere la prova generale per l’Empoli del futuro.

Era anche una sfida per il primato tra le “piccole”, anche se la Salernitana, per capacità di spesa e valore tecnico non può essere definita propriamente una piccola. Basti pensare che nella ripresa aveva in campo ben quattro giocatori che hanno giocato i Mondiali in Qatar (Piatek, Dia, Ochoa e Bronn). Così come non può definirsi piccolo il Monza, sempre per capacità di spesa.

Una sola squadra in campo nel primo tempo. Già all’11’ Caputo potrebbe timbrare il cartellino di testa ma il monumento Ochoa fa il miracolo e Mazzocchi impedisce il tapin del centravanti. Al 17’ sempre Ochoa devia in angolo una potente conclusione di Cambiaghi da fuori, ma dopo una serie di tambureggianti azioni azzurre alla mezz’ora il messicano al 38’ non può niente sul colpo di testa di Cambiaghi (cross di Ebuehi) che premia gli sforzi dei padroni di casa.

Paulo Sousa evidentemente non è contento e all’inizio della ripresa ne cambia tre inserendo Kastanos, Piatek e Daniliuc. La musica però non cambia. Al 54’ Marin reclama un rigore che sembrava netto, ma il Var dice no senza nemmeno spedire l’arbitro Volpi a rivedersela. Al 62’ Ebuehi coglie la traversa di testa su corner (quasi la fotocopia del suo gol alla Sampdoria). E un minuto dopo arriva, finalmente, ancora su assist di Ebuehi, il gol tanto atteso di Francesco Caputo, prima annullato per fuorigioco e poi convalidato dal Var dopo un’attesa infinita. Sembrava fuorigioco, ma è stato un tocco della difesa a tenere in gioco l’esterno destro, mentre Caputo è riuscito a non andare oltre la linea, questione di millimetri. L’Empoli non fa l’errore di accontentarsi e al 73’ Parisi sfiora il 3-0 con un diagonale che si perde di poco alla sinistra di Ochoa. In tutto ciò allo spauracchio Dia (finora 15 gol nel carniere) non arriva una palla una che sia giocabile, anche per merito della coppia centrale Luperto-Walukiewicz.

E il primo vero tiro verso Vicario arriva solo all’86’ nell’azione del 2-1. Il portiere respinge una conclusione forse deviata di Kastanos dal limite e Piatek, che non segnava da 20 partite, pesca il jolly da posizione defilata.

Ma l’Empoli non è più una squadra impaurita e all’89’ ancora il Var annulla un eurogol di Marko Pjaca, entrato da pochi minuti al posto di Cambiaghi. L’ultimo brivido al quinto dei sette minuti di recupero con Mazzocchi che mette a lato di un soffio. Poi inizia la festa che profuma tanto di salvezza.


 

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