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Empoli, rewind Baldanzi

Empoli, rewind Baldanzi

Dopo aver castigato l’Inter all’andata, il figlio del vivaio cerca il bis. Pietro Accardi premiato a Roma come miglior direttore sportivo

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EMPOLI. È stato l’uomo che ha castigato l’Inter, che nella bolgia dei 65mila spettatori di San Siro, ha piegato la corazzata di Simone Inzaghi, facendo avvertire i primi scricchiolii in casa nerazzurra. Tommaso Baldanzi, adesso, punta solo a riavvolgere il nastro: intanto per regalare alla sua gente l’emozione più grande di battere finalmente una big tra le mura amiche (dopo i ko con Roma, Milan, Atalanta e Napoli) e poi per confermare la tradizione d’oro della scuola azzurra, con i baby che dopo essersi forgiati con la maglia dell’Empoli addosso decollano verso obiettivi sempre più prestigiosi. All’andata, Baldanzi ci ha messo appena due minuti per calare il jolly capace di scrivere una bellissima pagina di storia, il tempo dal suo ingresso in campo (al posto di Cambiaghi) al gol, ora però ha bisogno di qualcosa in più. Intanto perché bisogna scrollarsi di dosso le tossine dell’ultimo ko subìto, e poi perché c’è da chiudere quanto prima i conti con la questione salvezza. Sia chiaro, i numeri, per quanto da incrementare, spingono all’ottimismo, eppure l’obiettivo è quello di restituire il sorriso ad una città intera. E Baldanzi ha già accettato la sfida, dopo le tante già vinte in questa stagione.
A nemmeno un anno di distanza dal suo esordio in Serie A, avvenuto con Andreazzoli il 21 maggio 2022, nella gara vinta in trasferta contro l’Atalanta di Gasperini, è il terzo più giovane marcatore ad aver raggiunto quota 4 reti nei maggiori cinque campionati dopo Moukoko (7) e Bellingham (10 reti, in tutte le competizioni), entrambi del Borussia Dortmund: ecco perché è caccia dello scatto, anche per interrompere un digiuno dalle marcature che dura proprio dalla notte di San Siro, dal 23 gennaio scorso. Magari, osserverà da vicino, con occhio interessato anche la gara di Champions League in programma stasera, tra Napoli e Milan guardando con attenzione gli ex azzurri – ben cinque, tra le due squadre – che dopo essere diventati “grandi” a Empoli, sono arrivati ad esibirsi sullo scenario europeo per eccellenza. Che poi è, probabilmente, il destino che, a fine stagione toccherà a Fabiano Parisi e Guglielmo Vicario, i due su cui si stanno concentrando da tempo gli occhi del mercato, destinati a lasciare il centro sportivo di Monteboro in estate. Aspettando, pure lui, il suo turno, magari davvero tra una stagione, come si augura il patron azzurro. In questo momento, però, conta il presente: non ci sono trattative definite, c’è da conquistarsi il pass per vivere un’altra stagione nella massima serie, puntando a far crescere quei gioielli che già quest’anno si sono accesi i riflettori addosso, da Baldanzi a Fazzini fino a Degl’Innocenti, i protagonisti della “generazione Z” destinata a far parlare di se a lungo. È questo il valore aggiunto della società azzurra, quello di saper pescare bene un po’ ovunque, individuando ogni volta il prodotto del vivaio capace di mettere tutti d’accordo.
Sotto questo profilo, quello azzurro è senza dubbio un modello, di cui il patron può essere orgoglioso e con lui pure il ds Accardi, che ieri sera, a Roma, è stato premiato durante la quinta edizione del Gran Gala del calcio Adiscop (Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi Calcio) come miglior ds per la Serie A 2021/22.
L’unica cosa che conta, ora, è tornare a muovere la classifica: toccherà a Ciccio Caputo trovare il modo di mettere il sigillo sul Rinascimento azzurro. Le sfide, anche quelle più difficili, hanno sempre rappresentato il giusto stimolo per l’Empoli: l’Inter è un ostacolo altissimo, è vero. Ma, qualche crepa c’è, va saputa individuare, per infilarcisi e tentare l’arrembaggio. Baldanzi, capace spesso di farsi folletto in mezzo all’area, infilandosi tra le linee, lo sa bene. Servirà coraggio e forse pure irriverenza, ma all’Empoli di Zanetti questi ingredienti non mancano. Sono la strada per la storia. 
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