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Serie A

Resiste il fortino azzurro a San Siro: l’Empoli riporta il Milan sulla terra

di Paolo Nencioni

	Il gol annullato all'89 a Olivier Giroud per un tocco di mano del francese
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Il gol annullato all'89 a Olivier Giroud per un tocco di mano del francese

Finisce a reti bianche la sfida del Meazza, grazie anche a un super Perisan

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EMPOLI. In un venerdì di passione Milan ed Empoli osservano il digiuno stretto. Digiuno di gol, che fa felici gli azzurri e riporta sul pianeta Terra i rossoneri dopo i fuochi d’artificio di domenica al Maradona.

Viste le premesse, non doveva esserci partita, e invece il fortino costruito da Paolo Zanetti ha retto per tutti i lunghissimi 98 minuti accordati dall’arbitro Marcenaro ai padroni di casa alla prima compassata, poi agitata e infine disperata ricerca di un gol che non è arrivato.

Per l’Empoli è un’altra impresa, dopo quella di gennaio su questo stesso campo. Aver portato a casa 4 punti senza subire reti a San Siro contro Inter e Milan non potrà più capitare tanto spesso. Merito di un’applicazione maniacale della fase difensiva. Per lo spettacolo ci saranno altre occasioni, ma in fondo anche questo è spettacolo, l’eterna storia di Davide contro Golia.

Di fatto gli azzurri non hanno indirizzato un solo tiro verso la porta di Maignan e ne hanno concessi pochi e sporchi verso quella di Perisan, anche ieri più che degno sostituto di Vicario. Anzi, dovendo scegliere il migliore forse è proprio lui, per la decisiva parata compiuta all’87’ su un velenoso tiro ravvicinato di Brahim Diaz.

Pioli opta per un massiccio turnover in vista della sfida di Champions tra cinque giorni contro il Napoli e di fatto cambia la metà dei giocatori di movimento tenendo fuori le stelle Giroud, Leao e Diaz. Le chiavi della regia sono in mano a Pobega, preferito all’oggetto misterioso De Ketelaere, e l’ex Bennacer giostra più avanti al compagno di reparto Tonali. Sono loro due l’anima di questo Milan in versione ridotta, che nel primo tempo sembra quasi una squadra normale.

Zanetti è costretto a fare a meno di Ismajli, in non perfette condizioni (non lo rischia in due partite ravvicinate, gioca De Winter) e si affida ancora a Piccoli, seconda consecutiva da titolare accanto a Caputo.

Si parte con la prevista supremazia territoriale rossonera davanti a un Meazza gremito e l’Empoli riesce a mettere la testa fuori solo al 10’ con un contropiede soffocato dalla difesa di casa. La partita si accende al 13’ con una doppia fiammata dei rossoneri: nel giro di trenta secondi Rebic sfrutta un’imbucata di Origi e centra Perisan, che si ripete subito dopo su un tiro ravvicinato di Theo Hernandez. Sembra il preludio di un forcing, ma non sarà così. Al 15’ Caputo non controlla una spizzata di Piccoli e l’azione sfuma. Bisognerà aspettare il 39’ per vedere un altro tiro nello specchio da parte del Milan. Ci pensa Tonali con una percussione seguita da un tiro a giro che in realtà non gira come dovrebbe e diventa preda di Perisan.

Nella ripresa il Milan rientra deciso a chiudere la pratica e colleziona una sfilza di angoli, lo spauracchio degli azzurri, che però tengono botta. Fazzini, schierato al posto di Akpa Akpro infortunato, rischia su Theo Hernandez al 54’ e Origi continua a svirgolare (uscirà tra i fischi).

Al 58’ la possibile svolta quando Marcenaro indica il dischetto del rigore per un presunto fallo di mano di Ebuehi, ma il Var lo smentisce perché il tocco non c’è, o se c’è è materia da fisici delle particelle. Pioli comincia a sganciare l’artiglieria pesante: Brahim Diaz per Bennacer al 62’ (risponde Zanetti con Grassi e Cambiaghi), poi Leao e Giroud al 70’. Il forcing si fa pesante e le mura del fortino tremano, inducendo Zanetti a passare al 5-3-2 con Cacace e Parisi dalla stessa parte. Detto del miracolo di Perisan all’87’, è un altro tocco di mano a salvare la baracca: Giroud all’89’ mette dentro un cross di Florenzi, ma è ancora il Var ad annullare la decisione dell’arbitro. E dopo 8 interminabili minuti di recupero gli azzurri possono festeggiare. 

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