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Il tesoro dell'Empoli

Parisi, Fazzini, Cambiaghi, Baldanzi: la Generazione Z ha messo il turbo

di Luca D'Alessandro
Parisi, Fazzini, Cambiaghi, Baldanzi: la Generazione Z ha messo il turbo

Tecnici, spavaldi, grintosi e già maturi sono la spina dorsale della squadra

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EMPOLI. Bastano le parole di mister Zanetti, nella conferenza stampa tenuta dopo la vittoria contro il Lecce, a inquadrare chi ha più impressionato tra gli azzurri nello scontro salvezza che ha regalato una discreta fetta di salvezza all’Empoli: «I nostri giovani sono un punto di forza di questa squadra. Gente che entra in momenti difficili, che gioca gare di una valenza fondamentale, dopo quattro sconfitte e in uno scontro diretto. Non ho avuto paura di affidarmi a chi ritengo forte, anche se giovane».

Parisi, indubbiamente il migliore in campo; Baldanzi e Fazzini a metà campo, il primo forse anche troppo sacrificato nei soliti compiti di copertura del regista avversario per essere libero di creare calcio alla sua maniera, il secondo entrato con una facilità disarmante in una partita difficile senza neanche aver fatto il riscaldamento; poi tutto il reparto offensivo, da Piccoli che deve ovviamente ritrovare il feeling col campo a Cambiaghi che non l’ha mai perso nonostante il mese di stop e Satriano che, in pochi minuti, ha mostrato le solite doti di sacrificio verso la squadra; senza dimenticare chi spazio ne ha ancora poco ma potenzialmente sta nella stessa lega dei ragazzi menzionati prima, come Cacace e Vignato.

Eccola, la generazione Z azzurra sempre più spina dorsale di questa squadra. Un gruppo di giovani uomini che, prima ancora di stupire dal punto di vista tecnico, ammalia per la mentalità con cui scende in campo, un concentrato di spavalderia tipica dell’età e maturità nell’accettare responsabilità che, in moltissimi altri club italiani, sono ritenute semplicemente impossibili da sostenere per chi è nato negli anni 2000.

Fa impressione pensare a quanto risultino importanti questi ragazzi nell’Empoli e quanto comunque possano migliorare, anche guardando ai migliori tre di ieri. Le azioni migliori di Parisi, probabilmente, sono state quelle difensive viste negli ultimi minuti di gara più che la sgasata con cui ha impalato l’intera squadra avversaria e costretto al fallo da rigore. Il recupero su Ceesay e la diagonale con cui ha sventato l’insidioso cross sul secondo palo su cui era in inferiorità numerica sono movimenti che, l’anno scorso, non si sarebbero visti. La tranquillità con cui Fazzini, entrato da un minuto scarso, raccoglie in mezzo a una selva di maglie avversarie nella sua area di rigore il pallone perso da Perisan e non pensa a spazzare via il pericolo, ma imposta la giocata che porterà al velenoso tiro di Caputo, non può che far ben sperare a quando gli verranno affidate le chiavi del centrocampo. Baldanzi viene addirittura rimbrottato da Zanetti in conferenza stampa perché cerca poco l’assist, una reprimenda affettuosa come quella di un babbo orgoglioso del proprio figlio, riferendosi all’azione al 57’quando ha messo a sedere l’intera difesa del Lecce; ma se il numero 35 riuscisse anche a coniugare quella voglia immensa di spaccare il mondo alla serenità di concedere ad altri di tirare la prima picconata, staremmo parlando di un giocatore praticamente già completo.

Ma non basta avere questa enorme base di talento, anche abbinata a un carattere così importante, per poter raggiungere i risultati che l’Empoli sta raggiungendo in campo. Per essere «la prima delle piccole» ci vuole anche colui che ha dato questo riconoscimento all’Empoli, cioè proprio mister Zanetti. Un giovane anche lui, prendendo come unità di misura quella inusuale dell’età media (italiana) del timoniere in panchina, che migliora le sue sbavature nel tempo tanto quanto fanno i suoi ragazzi. Capace di creare un ambiente in cui tutti possono rendere, un gruppo nel vero senso della parola. Allora complimenti mister: se la giostra Empoli gira, il merito è in gran parte anche tuo.

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