Gioco
Vicario fa gola a tutti ma il futuro è un rebus. Il presente è nelle mani di Samuele Perisan
L’Inter sembra la più interessata: molto però passa dalla Champions League. A scacciare i fantasmi della zona rossa della classifica tocca all’ex Udinese
EMPOLI. Empoli Intanto c’è da rovesciare la prospettiva, da invertire il trend negativo di risultati - quattro sconfitte nelle ultime 4 gare giocate prima della sosta, esattamente come il Lecce, l’avversario che arriverà domani al Castellani -, poi si penserà anche al quanto mai possibile avvicendamento tra i pali in chiave futura. Guglielmo Vicario non sarà a disposizione di Zanetti per il faccia a faccia coi salentini, ma il suo destino in vista della prossima stagione è ancora un’incognita. Le big lo corteggiano, ma di mosse ufficiali, fin qui, non se ne sono registrate. Piace all’Inter, in caso di addio di Onana, ma molto dipenderà dall’esito della stagione, soprattutto sul versante Champions. Lo segue la Juventus, se davvero Szczesny, finito sotto la lente d’ingrandimento della Premier, se ne andrà, ma occhio anche alla Lazio che già lo aveva seguito la passata stagione. Quel che è certo è che per l’Empoli, una eventuale cessione del portiere permetterebbe di realizzare un’importante plusvalenza, andando ben oltre i 10 milioni versati al Cagliari al momento del riscatto del cartellino.
Il ds Accardi, anche l’altro giorno, lo ha detto senza giri di parole: il prezzo non è stato fissato, sarà il momento a stabilirlo, senza escludere una possibile asta al rialzo. Adesso, quello che conta, è che il passaggio di testimone avvenuto all’indomani dell’infortunio con Samuele Perisan, che con gli azzurri ha brindato al suo debutto in Serie A, porti finalmente in dote punti, necessari a sedimentare la classifica. L’ex Udinese - la prima curiosità è di tipo geografico, perché la scuola di portieri friulana ha trovato un nuovo interprete in azzurro - è pronto a prendersi la propria rivincita. Fin dal suo arrivo in azzurro, la scorsa estate, si è sempre messo a disposizione con spirito di sacrificio e attitudine, pur consapevole di essere il secondo portiere della sua squadra. Col Monza, alla prima partita giocata nella massima serie, ha stretto i denti, leccandosi anche un po’ le ferite: la sua crescita è cominciata proprio in quel momento.
Ora, però, vuole riuscire nell’impresa di chiudere una partita senza incassare reti al passivo, indossando la corazza migliore, di certo quella di cui ha più bisogno l’Empoli.Abile nell’impostare il gioco, nel cogliere l’attimo per far ripartire l’azione in contropiede, Perisan punta a dare la spinta ad una nuova "primavera" per la propria squadra, in vista del rush finale. C’è da ritrovare un successo che manca da oltre due mesi, dal 23 gennaio scorso, quando la squadra di Zanetti ha sbancato San Siro, contro l’Inter, e col Lecce, staccato di un solo punto in classifica, c’è bisogno di allungare il passo. Intanto per evitare il sorpasso e poi pure per non finire risucchiati nelle zone calde della classifica. Di certo, lui non ha paura. Anche in queste due settimane di sosta, ha lavorato senza alzare mai la testa dall’obiettivo: vuole accendersi in via definitiva i riflettori addosso e i tempi sembrano maturi.
Dalla sua, avrà la spinta dei suoi tifosi, pronti a sostenerlo (come sempre accaduto), il resto lo faranno i compagni. Poi, non appena Vicario si sarà messo definitivamente alle spalle il fastidio muscolare che lo ha frenato fino ad oggi, gli riconsegnerà la titolarità della porta, con quello spirito di squadra che da sempre ha radicato in sé. Prima, però, c’è da battere il Lecce, da misurarsi con l’altro italiano tra i pali, quel Falcone convocato pure da Mancini per le ultime partite dell’Italia e che per questo sarà sospinto dalle ali dell’entusiasmo. Al Castellani, è lui a voler erigere un muro. Stavolta insuperabile.
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