Gioco
La sfida è Zanetti contro Palladino: Monza-Empoli sta tutta in un punto
Entrambe le squadre hanno perso l’ultima partita senza segnare un gol
EMPOLI. Nelle sue fantastiche rime il poeta T.S. Eliot scriveva che è come si arriva alla propria destinazione, e non la destinazione stessa, ciò che più importa di un viaggio. Purtroppo la massima del premio Nobel per la letteratura non si può ben adattare al calcio, dove il risultato finale è troppo importante; ma la gara di sabato pomeriggio tra Monza ed Empoli è quella tra due squadre il cui attuale percorso è iniziato in modo differente, è continuato in maniera altrettanto diversa, ma è finito (almeno in questo momento) nello stesso modo. Un punto separa le due sfidanti, una misera lunghezza che vale due posti in classifica. Entrambe le formazioni avrebbero firmato le proverbiali carte false per assicurarsi, a inizio campionato, di essere rispettivamente all’undicesimo e al tredicesimo posto a questo punto della stagione. Anche se per motivazioni tutte differenti: è vero che i brianzoli hanno investito tanto sul mercato e i sogni di gloria della premiata ditta Berlusconi-Galliani erano quelli di centrare una qualificazione europea, ma è pur vero che il Monza gioca la sua prima stagione di sempre in massima serie e mantenere la categoria in tranquillità non è mai scontato per una neopromossa. Gli azzurri, invece, conquistano con le unghie e con i denti ogni salvezza in Serie A senza la disponibilità finanziaria dell’ex presidente del Milan e, anche in questa stagione, stanno creando un piccolo miracolo sulla base di una rosa giovane e piena di talento che attinge a piene mani dalle proprie giovanili. Le differenze più importanti sono proprio nel percorso delle due squadre, quello tanto caro a Eliot. Il Monza mantiene in panchina Stroppa, l’artefice della promozione, ma perde le prime cinque partite in campionato. Il primo punto lo fa a Lecce, alla sesta, ma la pazienza è finita e l’ex calciatore del Milan viene esonerato. Al suo posto la società promuove Palladino, tecnico delle giovanili, che vince subito la sua prima partita contro la Juventus e dà il là a un periodo d’oro. La striscia di tre vittorie è interrotta dalla sconfitta a Empoli ma, con un andamento di “andreazzoliana” memoria in cui o si vince o si perde, i brianzoli risalgono la classifica fino ad arrivare a un soffio dalle posizioni che contano, quelle per andare in Europa. Con l’arrivo del nuovo anno il Monza sembra non perdere più, accumula sette risultati utili consecutivi (imparando anche a pareggiare) prima dei tonfi col Bologna e quello, inaspettato, a Salerno nell’ultima giornata. L’Empoli invece sembra più cauto, sicuramente di più dell’esperienza della passata stagione: è una squadra consapevole dei propri limiti, ma capace di superarli per recuperare qualsiasi risultato. Se delle volte le manca un pelo di cattiveria (soprattutto sotto porta) per mantenere una vittoria, come contro Torino e Verona, spesso evita la sconfitta in rimonta mostrando che la forza mentale del gruppo conta quanto le capacità dei singoli, come sa bene lo Spezia o la Lazio di Sarri. Prima squadra in Serie A a raggiungere i 10 pareggi in stagione, per molto tempo una delle migliori difese al di fuori dei primi otto posti, l’equilibrio è al centro del suo progetto tecnico. Meglio l’uno o l’altro percorso? Impossibile da dirsi. Si ponesse la domanda dalle parti di Monteboro probabilmente la risposta sarebbe la seconda, vista la scelta presa alla fine della scorsa stagione. Fatto sta che all’U-Power Stadium si incontreranno sì due squadre con ambizioni differenti ma allenate da tecnici giovani, che hanno perso l’ultima gara senza segnare, e distanti un solo punto in classifica. Il risultato finale tanto avverso a Eliot lo dirà allora il campo sabato, in quei 90 minuti in cui i nodi arrivano sempre al pettine.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
