Attenzione
Bajrami, l’ora dell’addio
Il ds Accardi: «Abbiamo voluto accontentarlo, ci ha dato tantissimo». Smentite tutte le voci di interessamento ai big della squadra azzurra
EMPOLI. Come ormai è consuetudine, alla fine di ogni sessione di calciomercato è tempo di bilanci in casa Empoli. E quindi, ieri, il ds Pietro Accardi si è fermato a rispondere alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa per fare il punto della situazione dopo la chiusura delle trattative invernali. Ovviamente, tra gli argomenti più caldi c’era sul tavolo la cessione di Bajrami al Sassuolo, con l’ormai ex numero 10 azzurro che si è accasato alla corte di Dionisi praticamente sul gong. «È una trattativa – ha raccontato Accardi – nata nelle ultime 24 ore. Noi non avevamo particolari esigenze e non volevamo cederlo per forza, ma abbiamo deciso di accontentare il giocatore. Dopo lo scorso campionato, le aspettative del ragazzo erano diverse. Quest’estate non c’è stata la possibilità di venderlo; ora abbiamo ritenuto opportuno che potesse essere un affare per entrambi, sia per noi che per lui. È la giusta chiusura per un giocatore che ci ha dato tanto e a cui facciamo un grosso in bocca al lupo». E riguardo il fatto che Bajrami sia andato via per “soli” 6 milioni, mentre qualche mese fa la richiesta dell’Empoli era intorno ai 10 milioni, Accardi ha così dichiarato: «Il valore dei giocatori lo decide il mercato e il mercato ha deciso che ora il valore di Bajrami è questo».
Per un Bajrami che esce c’è un Vignato che entra, un profilo perfetto per il gioco di Zanetti, secondo le valutazioni fatte dalla dirigenza azzurra. «Vignato – ha confermato Accardi – può fare sia il trequartista che l’attaccante esterno, così come Baldanzi e Pjaca. Non è un nome sconosciuto: è un Under 21 che ha già mostrato il suo valore e che ha già maturato più di 100 presenze tra Serie A e Serie B. Abbiamo pensato a lui quando abbiamo capito che avremmo potuto perdere Bajrami. Abbiamo scelto Vignato perché Zanetti non è un integralista, ma un allenatore che a seconda degli avversari può adattare il suo modulo, ed è per questo che ha bisogno di giocatori duttili come lui».
Smentite tutte le voci su possibili offerte per i gioielli azzurri, da Baldanzi a Vicario, con anche la pista che avrebbe portato il portiere friulano al Bayern Monaco bollata come assolutamente falsa, l’attenzione si è poi spostata sul primo grande affare chiuso dall’Empoli ancora prima che si aprisse il campionato: lo scambio Caputo-Lammers. Un affare che ha preso forma dopo l’infortunio al polpaccio che sta tenendo fuori Destro da ormai un paio di mesi. «Quando Mattia (Destro, ndc) si è dovuto fermare – ha affermato il ds azzurro – abbiamo subito pensato a Ciccio (Caputo, ndc) perché volevamo inserire in gruppo un giocatore esperto. Mi aspettavo che avrebbe avuto un grande impatto perché Ciccio lo conosciamo tutti sia dentro che fuori dal campo. A questo ambiente ha sempre tenuto particolarmente e non appena è tornato ha dimostrato fin da subito grande disponibilità e attaccamento alla maglia. Siamo certi di aver fatto la scelta giusta».
Insieme a Caputo, per rinforzare il parco attaccanti a disposizione di mister Zanetti è arrivato in extremis anche Piccoli, giocatore da un paio di anni nel mirino degli azzurri.
«Siamo molto contenti – ha concluso Accardi – di essere riusciti a prenderlo. Ci avevamo già provato due anni fa senza poi riuscirci. La soddisfazione per noi è doppia perché abbiamo trovato un ragazzo molto motivato. Non appena ha saputo della possibilità di venire qui, è stato il giocatore stesso a spingere tanto per firmare con noi. Abbiamo fatto un mercato molto intelligente, concentrandoci sulla stagione attuale. C’è ancora tanta strada da fare per arrivare all’obiettivo, per questo abbiamo cercato giocatori che potessero essere funzionali allo stile di gioco del nostro mister».
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