Il Tirreno

Empoli

Il tema

Empoli, il difficile arriva adesso: la priorità è imparare dal passato

di Alessandro Bientinesi
Empoli, il difficile arriva adesso: la priorità è imparare dal passato

La vittoria di San Siro ha lanciato gli azzurri al nono posto con vista Europa ma ora l’obiettivo è non ripetere gli errori nel ritorno della scorsa stagione

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Incredibilmente e inaspettatamente, ci risiamo. Alzi la mano chi, quando è arrivato l’annuncio della firma di Paolo Zanetti come nuovo allenatore dell’Empoli, avrebbe pronosticato che a fine gennaio gli azzurri sarebbero stati molto più vicini all’Europa che alla zona retrocessione, vivendo un clamoroso déjà-vu possibilmente da rompere proprio in questa parte di stagione.

È utile compiere un piccolo ripasso della storia recente. Il 23 dicembre del 2021 Empoli si svegliava digerendo una sconfitta all’apparenza pesante patita al Castellani contro il Milan, ma godendosi una classifica da sogno. 27 punti conquistati che valevano il nono posto, 16 lunghezze di vantaggio sulla terzultima e solo 5 di distacco dall’Europa; i giocatori di mister Andreazzoli avevano disputato un girone d’andata letteralmente fantastico. Appariva l’inizio di una favola incredibile, invece fu il punto più alto della stagione azzurra: la prima vittoria del girone di ritorno arrivò alla quintultima giornata.

Quando mister Zanetti ha preso il posto del tecnico massese, è stato il presidente Corsi a chiarire l’obiettivo della stagione: conquistare la seconda salvezza consecutiva prendendo meno gol, a costo di sacrificare lo spettacolo, e continuare a valorizzare i giovani. Tutto si poteva chiedere a Zanetti tranne che di replicare il girone d’andata del suo predecessore; anzi, forse ci si auspicava un Empoli dal ritmo più calmo ma costante, magari in una posizione di classifica più arretrata ma capace di mantenere la concentrazione sull’obiettivo e di raggiungerlo con serenità e discreto anticipo. Nonostante tutto, martedì mattina Empoli si è svegliata incredula e colma di gioia. Difficilmente, anche nei piani più rosei della società e dell’allenatore, era compresa una vittoria a San Siro contro l’Inter firmata dal gol vittoria del canterano più brillante degli ultimi anni. Così, andando a guardare la classifica nel girone d’andata, arriva un’altra sorpresa: gli azzurri di Zanetti hanno guadagnato ben 25 punti, solo 2 in meno rispetto a quelli della passata stagione, e sono di nuovo al nono posto; i gol segnati sono molti meno, ma lo sono ancor meno quelli subiti. La vittoria di Milano è arrivata lucida e lucente, mostrando in tutta la sua interezza il manifesto programmatico del calcio zanettiano. Equilibrio completo tra fase offensiva e difensiva, capacità di attaccare la partita come di aspettare che arrivi a sé, con meno dogmatismo rispetto all’anno passato e più attenzione nell’adattare la propria natura tecnica e tattica alla singola gara e le sue peculiari difficoltà.

Così, come veniva da porsi il dubbio la scorsa stagione, ora non si può evitare la domanda: dove può arrivare questo Empoli? La risposta mister Zanetti l’ha ben chiara e l’ha già esplicitata nella conferenza post partita a Milano: la squadra deve difendere il vantaggio sulla zona retrocessione, punto. L’allenatore azzurro ha fatto intendere di aver studiato la storia recente del club, e di non voler replicare l’errore dell’anno passato e finire in un cortocircuito quasi senza fine. Solitamente chi ben comincia è a metà dell’opera; a Empoli non è detto che funzioni così, ed è proprio ora che Zanetti dovrà rompere i paragoni, non più difficili da tenere, con l’eredità dell’annata di Andreazzoli.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini