Il Tirreno

Empoli

L’orgoglio di Corsi «Eravamo scocciati. Le carte hanno confermato tutto»

di Francesca Bandinelli
L’orgoglio di Corsi «Eravamo scocciati. Le carte hanno confermato tutto»

Il presidente: avvalorate le nostre posizioni

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EMPOLI. La sentenza della Corte d’Appello ha messo il punto definitivo sull’estraneità dell’Empoli nella questione legata al caos plusvalenze che ha travolto la Juventus. E il presidente degli azzurri Fabrizio Corsi non ci gira intorno: «Gli approfondimenti della Procura ha evidenziato il valore delle nostre ragioni – ci ha spiegato -. Chi ha avuto modo di andare a fondo sui contenuti ha avvalorato le nostre posizioni di giustezza». Nessun sospiro di sollievo, insomma: è stato semplicemente ristabilito l’ordine. «Eravamo sereni, ma tanto scocciati – ha continuato Corsi -. I numeri e le carte di questa inchiesta aggiuntiva hanno confermato la nostra posizione». Il mancato accoglimento della richiesta di un’ammenda da 42mila euro, insieme alle varie inibizioni (dagli 11 mesi e spiccioli chiesti per Corsi fino agli oltre 6 mesi per il ds Accardi) ha ristabilito l’ordine delle cose, insomma.
Della “rabbia” che questa situazione si portava dietro, qualche mese fa aveva parlato anche Francesco Ghelfi, fino a poco tempo fa amministratore delegato della società toscana. «Ci sentiamo offesi da questa indagine – disse -. Qui non siamo dal fruttivendolo: se compri il capocannoniere del campionato, non si deve gridare allo scandalo se i numeri non sono contenuti». Tra le operazioni passate al setaccio ci sono state quelle relative ai trasferimenti dalla Juventus all’Empoli di Leonardo Mancuso – pagato 4, 5 milioni di euro – e Andrea Adamoli, mentre sul versante contrario (empolesi passati in bianconero) si è andati a fondo sulle operazioni di Mirco Lipari, Tommaso Maressa e Marco Olivieri. Salvo poi stabilire l’estraneità ai fatti della società azzurra, al pari delle altre sette coinvolte (Sampdoria, Genoa, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e Novara) .
In buona sostanza, Mario Luigi Torsello, il giudice a capo della Corte d’Appello, ha punito la Juventus per la violazione ai principi della lealtà sportiva, gli stessi puntualizzati nell’articolo 4 del codice di giustizia sportiva, sollevando al tempo stesso tutti gli altri club coinvolti, anche sulla base di quanto emerso dalle intercettazioni alla base dell’inchiesta.
L’Empoli, dal canto suo, adesso va avanti per la sua strada. C’è da consolidare la classifica, da mettere in cascina quanto prima la conquista matematica della salvezza, il resto non conta, nemmeno la stessa posizione in classifica coi bianconeri, ridimensionati dalla maxi penalizzazione di 15 punti (e in attesa di capire quali saranno i risvolti in campo internazionale) . Quello che conta, adesso, è restare concentrati sulla trasferta di domani sera, a San Siro contro l’Inter fresca vincitrice della Supercoppa Italiana che, per altro, tra le mura amiche ha costruito gran parte delle proprie fortune (24 i punti conquistati al Meazza sui 27 a disposizione, unico ko subìto dalla Roma) . Zanetti, che in questo 2023 ha messo insieme due pareggi e una vittoria, vuole provare ad alzare l’asticella: con umiltà e determinazione. Che poi è il Dna dell’Empoli.

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