Il Tirreno

Empoli

La sentenza

La Corte d’Appello assolve l’Empoli. Nessuna sanzione al presidente Corsi

La Corte d’Appello assolve l’Empoli. Nessuna sanzione al presidente Corsi

La Juventus scivola al pari degli azzurri

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Prima di scendere in campo lunedì sera a San Siro contro l’Inter, ieri pomeriggio l’Empoli ha dovuto giocare un’altra partita, che si è disputata in aula di tribunale e non dentro il classico rettangolo verde. Di fronte alla Corte d’Appello della Figc è infatti andato in scena il nuovo capitolo legato all’inchiesta sulle plusvalenze che vedeva coinvolta in prima battuta la Juventus e poi, a cascata, Empoli, Sampdoria, Genoa, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e Novara. L’unica società ad uscire punita, però, è stata quella bianconera. Numeri alla mano, con i 15 punti di penalizzazione, adesso la Juventus sarebbe a parimerito con l’Empoli, anche se il prossimo step dei bianconeri sarà il Collegio di garanzia del Coni.
L’organo federale si era riunito per decidere se le nuove prove prodotte dalla Procura fossero sufficienti per riaprire o meno il processo dopo la sentenza di assoluzione arrivata lo scorso aprile al termine delle indagini preliminari. Il procuratore Chiné, dopo aver scelto di usare la mano pesante con i bianconeri, richiedendo una penalizzazione di 9 punti in classifica per la stagione in corso, per l’Empoli, aveva ribadito le richieste della Procura sono rimaste le stesse del primo processo. Quindi per un’ammenda da 42mila euro e le inibizioni per 11 mesi e 15 giorni per il presidente Fabrizio Corsi, 7 mesi e 20 giorni per la vice-presidente Rebecca Corsi, 11 mesi e 25 giorni per l’ormai ex amministratore delegato Francesco Ghelfi e 6 mesi e 10 giorni per il direttore sportivo Pietro Accardi. Richieste che in serata sono decadute tutte.
Questa vicenda è cominciata poco più di un anno fa, quando sotto la lente d’ingrandimento della Procura sono finite decine di operazioni di calciomercato della Juventus tra movimenti in entrata e in uscita da Vinovo. L’accusa è quella di aver gonfiato i valori di alcuni giocatori per produrre sulla carta delle plusvalenze in realtà fittizie, con il solo scopo di far quadrare i conti societari. Le trattative che coinvolgono anche il club azzurro riguardano i trasferimenti di Andrea Adamoli e Leonardo Mancuso dalla Juventus all’Empoli e Mirco Lipari, Tommaso Maressa e Marco Olivieri dall’Empoli alla Juventus. Fin dalle prime tappe il presidente Corsi si è sempre dimostrato molto tranquillo ed estraneo ai fatti, così come Francesco Ghelfi che dichiarò: «Ci sentiamo offesi da questa indagine. Qui non siamo dal fruttivendolo: se compri il capocannoniere del campionato, non deve essere uno scandarlo pagarlo quanto l’abbiamo pagato» riferendosi ai 4, 5 milioni di euro versati nelle casse dei bianconeri per acquistare nell’estate 2019 Mancuso, che la stagione successiva contribuì in maniera determinante al ritorno dell’Empoli in Serie A. Lo scorso aprile il tribunale Figc aveva deciso di assolvere tutti i club e i dirigenti coinvolti perché «non esiste un metodo unico o oggettivo per stabilire il reale valore di un giocatore», come era stato scritto nelle motivazioni della sentenza. Dopo che dalla successiva indagine Prisma sui conti della Juventus sono emerse nuove plusvalenze a rischio, la Procura ha chiesto di riaprire il processo, citando nuovamente in giudizio chi era stato coinvolto in primo grado. Ma l’Empoli, così come gli altri club, da ieri sera è stato prosciolto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web