Lutto
Morti nel calcio, l’ex calciatore Brambati: «Quanti Micoren ho preso»
Si tratta di una sostanza utilizzata per “spezzare il fiato”. L’ex azzurro preoccupato dopo la prematura scomparsa di Gianluca Vialli
EMPOLI. Dopo la prematura scomparsa di Gianluca Vialli, si moltiplicano le testimonianze di ex calciatori preoccupati per la loro salute in relazione alle sostanze assunte durante la carriera. Tra questi anche l’ex azzurro Massimo Brambati (47 presenze dal 1986 al 1988), intervenuto a “Processo 7 Gold”.
«Ho timore anch’io – ha raccontato l’ex difensore, che oggi ha 56 anni – Vent’anni fa lo dissi e mi arrivò una lettera della Figc che mi minacciava. Io, in una società di cui non faccio il nome, prendevo prima ella partita il Micoren come se fossero caramelle. All’epoca non era proibito, dopo qualche anno è diventato proibitissimo. Prendevo anche l’Anemina, una sostanza non dopante, ma ne avvertivo l’effetto. Non sentivo la fatica, avevo i battiti accelerati e una maggiore prontezza di riflessi».
Brambati, inoltre, ha ricordato altre situazioni poco chiare a livello medico quando era calciatore: «Avevo 20 anni e mi dicevano facendo una flebo avrei avuto una performance migliore. C’erano allenatori che se non facevi la flebo, si arrabbiavano. Davano sostanze che all’epoca non erano però ritenute doping. Oggi quando sento determinate situazioni che accadono ai calciatori del mio periodo, mi affido a Dio...».
Il Micoren è una sostanza utilizzata per “spezzare il fiato” (iniziare la partita al 100% della propria capacità polmonare), considerata all'epoca innocua e perfettamente legale, ma in seguito bandita in tutto il mondo a causa dei possibili rischi che comporta per la salute degli atleti. «Fondamentalmente si tratta di un farmaco che migliora la respirazione – ha spiegato anni fa il medico Gianfranco Beltrani a Wired – ma che presenta anche forti effetti collaterali, almeno a breve termine: vasocostrizione, tachicardia e problemi a livello cardiaco e cardiocircolatorio».
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