Toscana
Empoli, arriva la Samp e Zanetti avverte: «Dimenticatevi lo spettacolo»
Il tecnico prevede un alto tasso di agonismo. Attesi oltre diecimila spettatori
EMPOLI. La cattiva notizia è che probabilmente pioverà. La buona notizia è che il centrocampo azzurro, ultimamente ridotto ai minimi termini, si è un po’ allungato. Un ombrello che, se non eviterà l’acqua agli oltre diecimila spettatori attesi stasera al Castellani, almeno fa stare più tranquillo Paolo Zanetti in vista della delicata sfida con la Sampdoria. Una partita che conta più di quanto gli stessi tecnici siano disposti ad ammettere. La classifica parla chiaro: con Verona e Cremonese al palo, un eventuale successo dell’Empoli proietterebbe gli azzurri a un roboante +13 sulla zona retrocessione che nessuno all’inizio della stagione poteva pronosticare al (quasi) giro di boa. Poi si sa quanto siano volubili i campionati. Basti pensare alla Salernitana già data per retrocessa l’anno scorso di questi tempi o lo stesso Empoli che riesce a retrocedere nonostante 11 punti di vantaggio sul Crotone. Però è indubbio che si tratti di uno spartiacque forse ancora più importante di quello che è stato Napoli-Juventus in ottica scudetto.
Gli azzurri tornano davanti al loro pubblico dopo nove settimane e mezza, e la partita promette emozioni, calcisticamente parlando, paragonabili al film diretto da Adrian Lyne nel 1986. C’è voglia di calcio al Castellani in crisi di astinenza, ma attenzione: secondo Paolo Zanetti non bisogna aspettarsi una partita spettacolare. Intensa, fallosa, con un alto tasso di agonismo, questo sì. Per lo spettacolo ci saranno altre occasioni.
«La Sampdoria non è in crisi – scandisce il tecnico nella conferenza stampa della vigilia – È una squadra che ha alzato il tasso di agonismo e ha giocatori importanti per la categoria. Noi in teoria abbiamo due risultati su tre ma non facciamo calcoli, soprattutto a questo punto della stagione, ci sono ancora troppi punti in palio. Avremo bisogno di tutto il calore del nostro pubblico».
Si diceva del centrocampo che si allunga: Akpa Akpro rientra dalla squalifica, Bandinelli e Haas, pur a mezzo servizio, sono arruolabili. Mai come oggi la formazione è un rebus, con la possibile conferma di Marin e almeno quattro compagni a giocarsi due maglie da titolare. In difesa Ebuehi insidia Stojanovic, mentre davanti non sembra arrivato il momento di Cambiaghi dal primo minuto, vista l’intesa mostrata dalla coppia Satriano-Caputo. «Ho molti dubbi e me li porterò dietro fino all’ultimo – spiega Zanetti – Cambiaghi è uno spacca-partite come nessuno. Appena gli altri calano lui diventa devastante negli spazi».
Sugli avversari: «Il marchio di fabbrica di Stankovic è l’aggressività. Uomo contro uomo, con difensori fisici e un bel po’ di falli. Insomma è una squadra rognosa. Ma in questo momento abbiamo la forza per stare dentro tutti i tipi di partite». Sì, l’Empoli finora ha dimostrato di essere squadra da bosco e da riviera, che prova a imporre il proprio gioco quando se ne presenta l’occasione, ma che sa anche soffrire. La Sampdoria, invece, ha appena finito di ricordare, grazie al docu-film “La bella stagione”, i bei tempi della squadra di Boskov che nel 1991 fu capace di vincere lo scudetto. Ma sono passato più di 30 anni, Boskov e Vialli ci hanno lasciato e questa per i blucerchiati non è esattamente una bella stagione. Occhio alle sorprese, comunque: i genovesi hanno vinto le ultime tre partite giocate al Castellani e, parola di Zanetti, sono dotati di «spirito di sopravvivenza».
Dunque è certamente una partita da tripla, che gli azzurri faranno bene a giocare come fosse l’ultima di campionato, con la salvezza ancora in ballo.
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