Il Tirreno

Empoli

Serie A

Empoli, è già l’ora di Ciccio Caputo: Zanetti punta sull’usato sicuro

di Paolo Nencioni
Empoli, è già l’ora di Ciccio Caputo: Zanetti punta sull’usato sicuro

«Importante aumentare l’anima del gruppo, lui ha il cuore del colore giusto»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. È già l’ora di Francesco Caputo. A meno di una settimana dal ritorno a Empoli dopo tre stagioni e mezza a Sassuolo e Genova, il centravanti è pronto a scendere in campo dal primo minuto a Udine per fare coppia con Martin Satriano. Queste le indicazioni emerse nel corso della conferenza stampa della vigilia del tecnico Paolo Zanetti. Si pensava che il bomber di Altamura potesse partire dalla panchina, ma evidentemente i primi allenamenti in gruppo hanno dato garanzie e d’altronde Caputo non ha bisogno di prendere confidenza con un ambiente e con un sistema di gioco che già conosce bene. Lo confermano le parole del tecnico, pronto a riprendere il cammino in campionato dopo lo stop di 54 giorni per i Mondiali.

«Caputo lo abbiamo voluto fortemente per tanti motivi - ha detto Zanetti - Per lui parlano i numeri e la sua carriera. Per noi la caratteristica determinante è il cuore del colore giusto, ha la maglia dell’Empoli tatuata addosso». Una scelta, dunque, dettata anche da considerazioni che vanno oltre la tecnica. «È importante aumentare l’anima del gruppo - ha spiegato il tecnico - Spesso ci sono giocatori di passaggio, che danno il massimo ma sono di passaggio...». Ciccio no, è tornato per restare e da lui Zanetti si aspetta molto: «Non gli ho chiesto di fare i gol che valgono la salvezza. Continueremo a cercare il gol di squadra. Lui coi suoi movimenti riesce a valorizzare chi gli gioca intorno e se la squadra gira è naturale che anche lui segnerà. Il suo arrivo alza il livello del reparto, alza la competizione. La società mi ha fatto un bel regalo, anche a lui che voleva tornare».

Durante la lunga sosta Zanetti ha provato anche qualcosa di diverso, con Bajrami e Baldanzi in campo insieme, ma non sembra che l’assetto sia quello indicato per affrontare l’Udinese. «Bajrami e Baldanzi sono compatibili - ha detto il tecnico - Tutto dipende dal tipo di partita, se cerchiamo il gioco tra le linee o attacchiamo la profondità. Al momento la coppia meglio assortita è quella Satriano-Caputo. Comunque non mi stanco di ripetere che non esistono più titolari e riserve, soprattutto coi cinque cambi, dove chi entra nel secondo tempo può fare la differenza, nel bene e nel male».

Dietro ai due prescelti dovrebbe giostrare Baldanzi, mentre la difesa è già scritta con Stojanovic, Ismajli, Luperto e Parisi. Qualche problema in più a centrocampo per i fastidi fisici di due o tre elementi. L’ipotesi è Grassi regista arretrato con Marin e Akpa Akpro sulle mezzali.

L’Empoli si ripresenta sul palcoscenico della Serie A con l’incognita della sosta. «Che è un’incognita un po’ per tutti - ha chiarito Zanetti - Noi di fatto non ci siamo mai fermati veramente, abbiamo fatto amichevoli importanti e allenamenti come se il campionato continuasse, non abbiamo mai staccato la spina dal punto di vista mentale. È un tasto sul quale ho battuto molto, non perdere l’abitudine a certi tipi di sfide per non rimanere sorpresi. Dal punto di vista fisico abbiamo lavorato di più della settimana tipo e ci presentiamo nelle migliori condizioni possibili».

L’impegno che attende stasera gli azzurri è di quelli da bollino rosso, anche perché Udine è storicamente un campo ostico per l’Empoli. «L’Udinese è una squadra forte - ha ricordato Zanetti - storicamente costruita con grande fisicità e talento. Ha avuto una flessione più che naturale dopo aver tenuto il passo delle top nelle prime giornate. Ma anche noi siamo una squadra ostica, affrontarci non è mai stato facile per nessuno. Mi aspetto una partita equilibrata». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca