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Caputo è tornato, l’Empoli va: buon pari a Udine

di Paolo Nencioni
Caputo è tornato, l’Empoli va: buon pari a Udine

Il bomber di Altamura ci mette meno di tre minuti per confezionare l’assist per la terza rete stagionale di Baldanzi. L’1-1 firmato da Pereyra, Akpa Akpro espulso nel finale

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EMPOLI. Caputo è tornato, Baldanzi non se n’è mai andato. Ci ha messo meno di tre minuti il bomber di Altamura, dopo 1.319 giorni, per riprendersi l’Empoli, gli stessi che sono bastati al giovane fantasista per concedersi il lusso di segnare di destro, che non sarebbe il suo piede, il terzo gol della stagione dopo 150 secondi. Finisce 1-1 la sfida della Dacia Arena, grazie al pari firmato al 70’ da Pereyra, ma per l’Empoli è un punto pesante su un campo difficile contro una squadra tosta. Passa anche da queste prestazioni il cammino degli azzurri verso la salvezza.

Pronti, via e l’Empoli è già in vantaggio con una combinazione tra quelli che potrebbero essere padre e figlio: Baldanzi imbuca per Caputo sul filo del fuorigioco e il centravanti arrivato col mercato di gennaio restituisce per il destro del fantasista che non lascia scampo a Silvestri.

L’Udinese, oggi priva del suo giocatore di maggior talento, Deulofeu acciacciato e relegato in tribuna, non ci sta e risponde con due capocciate di Beto fuori misura. La partita è fisica, intensa, senza un attimo di respiro. I bianconeri la potrebbero pareggiare al 28’ con Walace, che da fuori fa la barba al palo, e al 39’ con Pereyra che il palo lo coglie dopo la decisiva deviazione di Vicario. Ma l’Empoli tiene botta, spreca una mezza occasione al 42’ con Caputo e va al riposo in vantaggio senza rubare niente.

La ripresa si apre con gli stessi 22 in campo ma con una maggiore pressione dei padroni di casa. Non è più così facile pressarli ovunque e la qualità, che non manca, viene fuori, soprattutto quella di Destiny Udogie, contenuto solo in parte da Stojanovic sulla destra, mentre sulla sinistra Pereyra è una spina nel fianco. L’Empoli ha gli uomini contati a centrocampo (Haas e Henderson acciaccati, Bandinelli a mezzo servizio) e con Marin e Akpa Akpro sulle mezzali concede le fasce ai bianconeri preferendo stringere al centro, dove Grassi intercetta e Luperto le prende quasi tutte.

Ma gli azzurri non riescono quasi mai a ripartire, nonostante il grande lavoro di Satriano e Caputo che sembrano aver giocato insieme dall’inizio della stagione (una buona notizia in prospettiva per Zanetti).

Sottil, 49 anni giusto oggi, al 62’ sgancia Samardzic che altre volte gli ha tolto le castagne dal fuoco, ma sarà l’ennesima sgroppata di Udogie, al 70’, a produrre un assist che Pereyra non può sbagliare. Ora tutto sembra far pensare che la rimonta verrà completata, ma l’Empoli in questa stagione ha già dimostrato di saper soffrire (chiedere a Toro e Bologna per informazioni) e lo fa anche stavolta, nonostante giochi l’ultimo quarto d’ora in dieci per l’espulsione di Akpa Akpro (doppia ammonizione, la prima non solare).

Insomma, ci sarà ancora da correre molto, perché nella prima parte della stagione, che alla fine non conta, l’Empoli ha raggiunto una salvezza virtuale; ora però è iniziato un altro campionato e la salvezza vera bisognerà conquistarla. Che il vento dietro fosse cambiato lo si era già capito nel pomeriggio, con la vittoria della Samp a Reggio Emilia contro il Sassuolo che certifica la mini-crisi di Dionisi, il pareggio strappato dal Verona a Torino dopo una serie infinita di sconfitte, lo scherzetto tentato dallo Spezia all’Atalanta (comunque un buon pari per i liguri), lo sgambetto del Lecce alla Lazio di Sarri e il Monza che inchioda la Fiorentina sul pari al Franchi. Ma questo è un punto che conta più di uno. 

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