Gioco
Al giro di boa i conti tornano Empoli Un attacco da sistemare
Zanetti si gode una squadra meno spumeggiante ma più solida
EMPOLI. I conti tornano. Alla fine del campionato di apertura e prima di quello di clausura, come direbbero in Sudamerica, con la pausa Mondiali che spezza la stagione, la barca dell’Empoli è in equilibrio e veleggia verso il suo scudetto, che qui si chiama salvezza.
La vittoria di venerdì sera sulla diretta concorrente Cremonese è la ciliegina attesa su una torta già abbastanza gustosa, confezionata daPaolo Zanetti con ingredienti non di primissima scelta ma ben amalgamati. Alla fine della partita gli è stato chiesto se questa squadra è davvero a sua immagine e somiglianza. Lui ci ha pensato un po’ e poi ha preferito esaltare le virtù morali dei suoi, il loro essere squadra, prima di tutto. Poi forse a gennaio arriveranno rinforzi ma intanto lui si gode un campione ormai conclamato, Vicario, un centravanti in messo in porta, e altri campioncini potenziali.
I numeri raccontano di una squadra molto diversa da quella spumeggiante di Andreazzoli. L’anno scorso dopo 15 giornate gli azzurri avevano già fatto 20 punti, segnando 23 reti e subendone 28. Poi avrebbero vinto ancora con Udinese e Napoli, prima di entrare in letargo e risvegliarsi solo il 24 aprile proprio contro il Napoli.
Quest’anno i punti sono 17, con 12 reti segnate e 19 subite, ma se l’anno scorso erano riusciti a tenere la porta chiusa solo in due occasioni, a Torino e Cagliari, finora i clean sheet degli azzurri sono ben cinque, e ancora più dei numeri, in questo caso, conta l’impressione di una squadra che anche quando arretra il proprio baricentro sa soffrire e riesce a portare a casa il risultato senza per forza subire l’inevitabile gol degli avversari.
Era la missione affidata dal presidente Corsi e dal ds Accardi al tecnico Zanetti, che per ora ha ottenuto il risultato. E però ha un cruccio legato all’attacco. Lo dice da settimane ed è costretto a insistere. Una rete a testa dopo due quinti del campionato per Lammers, Destro e Satriano è un ben magro bottino, tanto che i capocannonieri rispondono ai nomi di Baldanzi, Bandinelli e Parisi.
Col primo squillo di Cambiaghi l’Empoli ha mandato in rete finora nove giocatori, che non sono pochi. Non è detto che a gennaio serva un rinforzino. Col rientro di Destro e la carta Ekong ancora di fatto da giocare, là davanti c’è una bella folla e qualcosa potrebbe succedere.
L’Empoli di quest’anno è una squadra che conosce i propri limiti ed è orientata al risultato, senza tanti fronzoli. Ha smesso di fare miracoli ma non sbaglia un colpo o quasi quando si trova di fronte squadre alla propria portata, per informazioni chiedere a Bologna, Monza, Sassuolo e Cremonese, quasi tutte società che sulla carta hanno una capacità di spesa superiore a quella di Monteboro.
Tutto può succedere alla ripresa, con l’incognita della pausa e di una preparazione tutta da indovinare, ma è difficile immaginare che questa squadra possa inanellare una serie di 18 partite senza una vittoria, come accaduto l’anno scorso dopo il colpo di nuca di Cutrone al San Paolo.
Rispetto a molte altre squadre di Serie A, l’Empoli ha il vantaggio di non mandare nessuno ai Mondiali del Qatar, che sono una bella vetrina e fanno bene al mercato, ma rappresentano anche uno stress fisico e mentale, senza contare il rischio infortuni. Le formazioni di vertice hanno impostato la preparazione per partire a mille, vedi il Napoli, e chissà che non diventino più abbordabili tra due o tre mesi. Perché è vero che non è più tempo di miracoli per l’Empoli, ma lo scudetto-salvezza potrebbe passare anche da un paio di vittorie di prestigio.
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