Gioco
Un rigore spiana la strada al Napoli contro l’Empoli
Il penalty fischiato nella ripresa da Pairetto è parso abbastanza generoso. Per oltre un’ora gli azzurri hanno retto il confronto. La chiude l’ex Zielinski
EMPOLI. Questo Napoli non avrebbe bisogno di aiutini per battere l’Empoli. O forse sì, perché a rompere l’equilibrio di una partita rimasta sorprendentemente in bilico per un’ora abbondante ci ha pensato un rigore che è parso abbastanza generoso, quello fischiato da Pairetto al 68’ per un presunto fallo di Marin sullo spauracchio Osimhen, fino a quel momento annullato dalla coppia Luperto-Ismajli. Il regista azzurro sbaglia un controllo e subito dopo sfiora il centravanti in uscita dall’area di rigore. L’arbitro non ha dubbi, Zanetti in panchina si dispera, ma il Var non lo premia e Lozano trasforma piegando le mani a Vicario che aveva intuito il tiro.
Fino a quel momento l’Empoli in formato albero di Natale aveva costruito una partita quasi perfetta, con Bajrami e Baldanzi dietro all’unica punta Satriano. Una squadra corta, compatta, che ha concesso le fasce, soprattutto la destra, ai padroni di casa non tanto per inferiorità manifesta ma per scelta tattica. E la tattica ha pagato. Il primo tempo è terminato con uno stratosferico possesso di 75 a 25 per il Napoli, che però ha prodotto un solo tiro innocuo, nello specchio e un’occasione al 45’ per Raspadori che ha fatto sudare freddo Vicario. Di contro, per l’Empoli un paio di ripartenze e zero tiri verso la porta di Meret, ma l’impressione era che pur senza fare le barricate gli ospiti avrebbero reso la vita molto difficile a Osimhen e compagni anche nella ripresa. Così è stato per altri venti minuti, nonostante le accelerazioni dei partenopei sostenuti dai 40.000 del San Paolo mentre mezza Italia in televisione tifava per l’Empoli, non fosse altro per non far scappare la capolista.
Poi ecco la frittata. Quattro minuti prima Spalletti aveva inserito in un colpo solo Lozano, Elmas e Zielinski, ma è stato l’uomo mascherato Osimhen a procurarsi il rigore per quell’incrocio di gambe con Marin.
Zanetti è corso ai ripari inserendo Henderson per Baldanzi e Grassi per Bandinelli, ma appena un minuto dopo la situazione è precipitata con l’espulsione di Luperto per un contatto apparso non particolarmente cattivo su Lozano. Grassi si è improvvisato difensore centrale e gli azzurri hanno cercato di restare aggrappati con le unghie coi denti a un risultato ancora teoricamente aperto. Anzi, a cinque minuti dalla fine c’è stato spazio anche per Ekong, ma all’88’ il sipario è calato col raddoppio di Zielinski al volo appena dentro l’area con un’azione applaudita anche da Zanetti.
L’Empoli che qui l’anno scorso aveva raccolto forse più di quanto meritava, torna a casa col rimpianto di averla potuta pareggiare, se gli episodi fossero girati in un’altra maniera. Torna anche con la consapevolezza di potersela giocare con quella che Zanetti alla vigilia aveva definito una delle migliori tre formazioni europee.
Zero punti, sì, ma un sentimento molto diverso da quello che gli azzurri si sono portati dietro dopo la sconfitta con la Juventus, e non solo per il ridotto scarto nel punteggio.
Il sistema di gioco proposto da Zanetti contro il Napoli tornerà certamente utile in altre occasioni, contro squadre di prima fascia, a patto di avere due centrali come Ismajli e Luperto che, espulsione a parte, hanno fatto un figurone contro lo spauracchio di tutte le difese. Ma venerdì contro la Cremonese servirà un’altra prestazione di sostanza prima che il campionato entri in letargo.
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