Gioco
Zanetti, niente calcoli salvezza: «Col Napoli giocano i migliori»
Missione impossibile al San Paolo: il tecnico chiede attenzione e concretezza
EMPOLI. Come si ferma uno schiacciasassi? È la domanda che da qualche giorno frulla nella testa di Paolo Zanetti. Oggi pomeriggio sapremo se avrà trovato una risposta. Per ora il rullo compressore Napoli al Maradona l’ha fermato solo il Lecce, ma era ancora calcio d’agosto. Poi non ce ne stato quasi per nessuno: uno 0-0 a Firenze, uno 0-2 in una partita che non contava a Liverpool, il resto sono tutte vittorie, solo poche sofferte, a Milano, a Roma, e una classifica che parla da sola.
E però sembrava una missione impossibile anche la scorsa stagione, quando l’Empoli si è portato a casa non tre ma sei punti. Questo rende forse ancora più difficile il compito di oggi perché Luciano Spalletti da Certaldo non ha nessuna voglia di passare alla storia come il primo allenatore del Napoli che ne ha perse tre di fila con la squadra dei suoi vicini di casa, la stessa che ormai un secolo fa l’ha lanciato nel grande calcio.
Secondo Paolo Zanetti, oltretutto, «lui è il migliore di tutti». E per questo alla vigilia il tecnico azzurro ha detto che metterà in campo la migliore formazione possibile, senza pensare alla partita con la Cremonese di venerdì, che in chiave salvezza per l’Empoli conta più di quella di oggi. Formazione segreta come al solito, ma si può provare a immaginare un paio di cambi: Stojanovic per Ebuehi (bravo ma fragile, che difficilmente ne gioca tre in sei giorni, parola di Zanetti) e Akpa Akpro nella casella occupata di solito da Henderson o Haas (Fazzini col Sassuolo). Davanti Lammers al posto dell’acciaccato Destro oppure un’altra chanche per Pjaca. Sulla trequarti tutto lascia pensare che tocchi ancora a Baldanzi.
Due le parole chiave per evitare di fare brutte figure a Napoli: attenzione e concretezza. Attenzione, ha spiegato il tecnico azzurro, significa mai regalare uomini in fase di non possesso. In altre parole, correre tutti e aiutarsi. Concretezza è quella che da settimane Zanetti chiede ai suoi attaccanti: «In tanti anni non ho mai visto una piccola vincere contro una grande dominando la partita. Dunque probabilmente ci capiteranno poche occasioni e in quelle bisognerà essere concreti». Aggiungiamo pure un po’ di fortuna, come quella che capitò a dicembre, col gol di nuca di Cutrone. «Col Napoli vogliamo fare bella figura – aggiunge – ma non andiamo ad arroccarci, a meno che non siamo costretti dall’avversario». Cosa che può capitare.
Zanetti conferma di non essere un grande estimatore del turnover. «Faremo qualche ragionamento davanti, mancando Destro – spiega il tecnico – ma non possiamo snobbare la partita, solo un folle potrebbe farlo». Dunque gioca chi sta meglio e dà più garanzie, senza fare calcoli.
Tra i partenopei probabilmente non ci sarà la stella Kvaratskhelia, ancora alle prese col mal di schiena, ma Zanetti dice che non gli importa più di tanto: «Hanno tanti altri giocatori bravi e non sono mai contento dei problemi altrui».
Com’era accaduto col Milan e in parte con l’Atalanta, gli azzurri si trovano oggi ad affrontare una formazione che non ha paura dell’uno contro uno in difesa, in certi casi anche del due contro tre, perché sanno di essere forti, e questa potrebbe essere una delle chiavi dell’incontro se gli attaccanti empolesi troveranno quella concretezza che chiede loro l’allenatore. Perché un gol al Maradona ci sta di prenderlo, anzi è quasi scontato; dunque per portare a casa qualcosa almeno un gol bisogna farlo. Di piede, di testa o di nuca, poco importa.
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