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Calcio: Serie A

L’Atalanta segna e spreca, l’Empoli alla fine si rassegna

di Paolo Nencioni
L’Atalanta segna e spreca, l’Empoli alla fine si rassegna

Zanetti se la gioca col 4-3-3 ma Pjaca e Bajrami esterni non convincono, Vicario tiene a galla la barca parando un rigore. Finisce 2-0 per gli ospiti

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EMPOLI. Quando i valori tecnici tra due squadre di calcio sono in partenza troppo distanti, l’allenatore della più debole si deve inventare qualcosa. Paolo Zanetti contro l’Atalanta ha scelto di giocarsela col 4-3-3, schierando Pjaca e Bajrami sugli esterni nella speranza di aprire la difesa a tre degli orobici. Idea interessante, ma perché funzioni servono interpreti all’altezza, che ieri purtroppo per lui non c’erano e San Vicario da solo non può bastare per portare a casa i punti. Il croato e l’albanese non sono quasi mai riusciti a saltare l’uomo e sono andati regolarmente a sbattere contro i rocciosi difensori nerazzurri. Il risultato a quel punto era immaginabile: un gol per tempo con Hateboer e Lookman, un rigore fallito da Koopmeiners e l’Atalanta si è risollevata subito, dopo la sconfitta patita al Gewiss Stadium contro la Lazio di Sarri.

Che i bergamaschi potessero vincere al Castellani sta nelle cose. Quello che invece deve preoccupare il tecnico e i tifosi azzurri è il rendimento della squadra nell’ultima mezz’ora. Com’era accaduto a Torino contro la Juventus, l’Empoli è quasi sparito, mostrando anche col linguaggio del corpo (salvo rare eccezioni) un atteggiamento rinunciatario, come se nella testa dei giocatori la partita fosse già stata archiviata.

È una sensazione nuova per chi osserva l’Empoli 2022/23. Nelle prime dieci giornate gli azzurri avevano abituato i propri sostenitori a rimanere sempre in partita, a prescindere dal risultato, anche contro il Milan o la Roma. Nelle ultime due, invece, al di là del divario numerico delle reti, nel finale non si è accesa mai una luce.

Ha ragione Zanetti quando dice che l’Empoli ha affrontato due grandi squadre e non bisogna fasciarsi la testa, però qualcosa in più era lecito attendersi. Anche dai singoli, perché questa partita è stata giocata sui duelli, quasi tutti persi per limiti tecnici o fisici. Anche se poi la prima rete al 32’ è stata abbastanza casuale: inserimento di Koopmeiners e servizio per Lookman il cui tiro rimpallato finisce sui piedi di Hateboer che non può sbagliare da due metri. La palla del possibile pari capita appena due minuti dopo sui piedi di Ebuhei, il cui tiro a botta sicura viene murato da Demiral.

La barca azzurra rischia di affondare al 39’, quando Destro allarga il braccio in area su una punizione di Lookman e Ayroldi indica il dischetto. Ma Vicario ci mette il gambone sinistro e disinnesca il penalty di Koopmeiners (l’anno scorso Ilicic aveva sbagliato un rigore nella stessa porta).

La ripresa si apre con una brutta notizia per gli azzurri: fuori Luperto per un attacco di vomito, esordio di Walukiewicz. E subito dopo Ebuhei è costretto a salvare su Hojlund, ieri preferito a Zapata. Al 55’ si fa male anche De Winter e tocca a Ismajli, al rientro dopo 40 giorni e un solo giorno di allenamenti col gruppo. La situazione è chiaramente di emergenza, la Dea sente l’odore del sangue e azzanna con Lookman, il migliore tra i suoi, che al 59’ si porta a spasso tutta la difesa e fulmina Vicario con un preciso e potente diagonale.

Ci sarebbe anche il tempo per reagire, ma nel taccuino resta solo un tiro di poco alto di Destro al 70’ e un’altra occasione per il centravanti all’82’, murato dai centrali nerazzurri. Troppo poco per sperare di invertire il corso di una partita già decisa. C’è invece il tempo per un altro salvataggio di Vicario su Lookman al 75’ (ma era stato lui a sbagliare il disimpegno).

Al triplice fischio la Maratona comunque applaude per l’impegno e si prepara a un’altra battaglia, quella di sabato contro il Sassuolo dell’ex Dionisi.


 

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