Gioco
«Ripartire dagli errori di Torino». Zanetti chiede una grande reazione
Arriva l’Atalanta, per l’Empoli è un altro test impegnativo contro una grande
EMPOLI. Dimenticare Torino senza dimenticare la lezione di Torino. Questo il doppio imperativo dell’Empoli alla vigilia del difficile impegno casalingo contro l’Atalanta di Gasperini. Una squadra che la scorsa stagione maramaldeggiò al Castellani con Josip Ilicic (4-1 con un rigore sbagliato) per poi cadere al Gewiss Stadium per mano degli azzurri nella partita che certificò l’esclusione dei nerazzurri dalle coppe. Oggi Ilicic non c’è più ma il gruppo di Gasperini, pur privo di Muriel squalificato e De Roon infortunato, è imbottito di campioni e fino alla scorsa settimana era capolista.
Dunque una sfida da affrontare con le molle, facendo tesoro della doppia trasferta di Torino, dove gli azzurri si sono fatti scappare i tre punti coi granata per un rimpallo al 90’ e hanno subìto una dura lezione dai bianconeri forse nell’unica partita dove sono stati messi sotto senza se e senza ma.
«Ripartiamo da lì, da una prestazione e un risultato che ci hanno dato fastidio – dice il tecnico Paolo Zanetti – Può capitare e dobbiamo fare in modo che non si ripeta. Con le grandi squadre bastano 20 minuti non da squadra per fare figuracce e qualche giocatore ha interpretato la partita su un binario che l’Empoli non si può permettere. Con l’Atalanta mi aspetto da tutti quanti una grande reazione mentale».
Sull’Atalanta parole di grande rispetto, ci mancherebbe: «Affrontiamo una grande squadra, lo è da anni e lo è sempre di più. È perfino superfluo parlare di una gestione che ha cambiato un club e l’ha portato a livelli altissimi. Se la mettiamo solo sul piano tecnico faremo fatica. La dobbiamo mettere anche sul piano mentale, della grinta, del cuore, oltre che di maniacale preparazione tattica. L’Atalanta ha cambiato giocatori, ma è la stessa Atalanta, aggressiva, dinamica, imposta con grande duttilità di interscambio di ruoli. Finora tanto di cappello».
Difficile pensare a un cambio di sistema di gioco per l’Empoli, anche se quando parla di Pjaca e Bajrami in allenamento a Zanetti brillano gli occhi: «Quando giocano insieme si vede qualcosa di superiore». Entrambi snocciolano giocate e prestazioni a giorni alt erni, ma Zanetti ci sta pensando. Anche perché, dice, in realtà sono entrambi seconde punte, che potrebbero essere schierati in quel ruolo e lasciati liberi di esprimersi senza ulteriori alibi. Mentre l’unico trequartista puro in squadra si chiama Tommaso Baldanzi, e oggi potrebbe essere il suo giorno, dietro a due tra Destro, Satriano e Lammers.
Restando sui singoli, Zanetti non si è sottratto alle domande su Tyronne Ebuhei, che sembra in crescita: «Confermo, in grandissima crescita. Quando gioca si fa trovare pronto, ha nell’intelligenza tattica la sua dote migliore, ha una corsa da maratoneta, anche se è meno tecnico di Stojanovic sul gioco corto».
Su Lammers e Cambiaghi, apparsi appannati nelle ultime uscite, Zanetti è ottimista: «Cambiaghi dopo Torino (coi granata, ndr) ha avuto una settimana di sconforto», perché non ha saputo esprimere quanto voleva, «ma ora lo vedo vivo e pimpante». Si candida almeno a uno spezzone di partita. «Anche in Lammers ho visto segnali di risveglio e di orgoglio dopo un periodo di difficoltà. È un giocatore che pretende molto da se stesso, ma può giocare in tutti i ruoli ed è un’arma in più».
Ma quella del doppio trequartista è un’opzione alla quale Zanetti sta pensando seriamente. Non oggi, forse, ma certamente in futuro per avere un’alternativa a un 4-3-1-2 sul quale ormai gli avversari hanno preso le misure. Infine due buone notizie: Akpa Akpro è rientrato in gruppo mercoledì, Ismajli venerdì. L’ivoriano potrebbe essere già pronto per uno spezzone di partita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
