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L'analisi

Empoli, quei quattro schiaffi fanno male e la trequarti non ha un padrone

di Paolo Nencioni
Il colpo di testa di McKennie che vale il 2-0 per la Juve
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Il colpo di testa di McKennie che vale il 2-0 per la Juve

Empoli: il black out nella ripresa a Torino mina l’autostima degli azzurri

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EMPOLI. Non sono solo i quattro schiaffi presi a Torino che devono preoccupare l’Empoli. Certo, fanno male, ma preoccupa di più l’atteggiamento della squadra nell’ultima mezz’ora della partita contro la Juventus, quando gli azzurri hanno staccato la spina rassegnandosi all’ineluttabile.

Perdere a Torino ci sta ed è successo spesso, ma le goleade, quelle subite, lasciano sempre uno strascico nell’autostima, e in questo senso è invece positiva la reazione di capitan Bandinelli e del timoniere Zanetti che negli spogliatoi hanno tirato fuori una sana rabbia facendo capire che un 4-0 contro la Juve non deve essere dato per scontato, nonostante la differenza di valore tra le due squadre.

L’Empoli ha espresso il suo gioco per quasi un’ora, palesando il solito problema di finalizzazione, poi si è consegnato agli avversari e questo, ha detto Zanetti non deve succedere. Meglio che sia successo contro la Juventus, ma la sostanza non cambia.

La partita dell’Allianz Stadium ha confermato una tendenza poco incoraggiante emersa negli ultimi tempi, cioè la difficoltà a produrre gioco sulla fascia destra, che è figlia anche di un calo di rendimento di un giocatore che per tutto lo scorso campionato e anche all’inizio di questo era stato una colonna dell’Empoli, Petar Stojanovic. La catena di destra non funziona sempre come dovrebbe, mentre quella di sinistra con Parisi e Bandinelli sembra in continua crescita.

Oltre a questo, Paolo Zanetti dovrà probabilmente chiarirsi le idee, se non l’ha già fatto, sul ruolo di trequartista, dove finora ha alternato Bajrami, Baldanzi e Pjaca. Sostanzialmente ce n’è uno di troppo, conseguenza delle turbolenze di mercato sull’albanese che hanno costretto la società a prendere il croato quasi all’ultimo tuffo. Pjaca però finora non ha convinto e Bajrami forse avrebbe bisogno di giocare con continuità, con Baldanzi che scalpita. Forse non sarebbe male stabilire delle gerarchie, tenuto conto che comunque alla fine va in campo chi sta meglio.

Davanti poi c’è il solito problema di una certa sterilità degli attaccanti. Nove reti in 11 partite non sono un gran bottino, soprattutto se paragonato ai 50 gol messi a segno dall’Empoli di Andreazzoli nella passata stagione (ma con 70 reti subite). Sembra sempre mancare l’ultimo passaggio o la necessaria precisione nella conclusione, forse un po’ di cattiveria, tanto che il capocannoniere della squadra a più di un quarto di campionato resta Bandinelli a quota due.

La delusione per il risultato di Juventus-Empoli va in ogni caso mitigata pensando al valore dell’avversario, che avrà sì i suoi problemi e qualcosa ha concesso anche venerdì sera dalla cintola in giù, ma quando si accende è sempre la Vecchia Signora.

Finora l’Empoli non era mai stato messo sotto nel risultato come capitato allo Stadium. Anche col Milan gli azzurri erano riusciti a pareggiarla al 91’ prima di quei folli minuti di recupero. E hanno certamente sofferto a Torino coi granata e a Bologna, però portando a casa quattro punti complessivi.

Al termine della partita Zanetti ha preferito non parlare dei singoli ma certamente si è fatto un’idea di chi sta rendendo quanto vale e di chi rende meno. L’esperimento del doppio trequartista già provato nel finale col Torino non sembra aver portato grossi frutti, ma va detto che non è mai stato provato dall’inizio e potrebbe essere un’opzione.

Di sicuro il tecnico ora dovrà lavorare sulla testa dei giocatori per non far calare l’autostima e dovrà farlo in fretta, perché tra sei giorni arriva un altro cliente scomodo come l’Atalanta.

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