Gioco
Troppa Juve per questo Empoli. Kean si conferma spina nel fianco
Il centravanti ancora a segno contro gli azzurri, poi i bianconeri dilagano: 4-0
EMPOLI. Moise Kean è la bestia nera dell’Empoli e la Juve continua a essere la bestia nera di Mattia Destro. Nel senso che il giovane attaccante torinese segna sempre quando vede azzurro e il centravanti empolese si appanna quando vede bianconero (zero gol in 16 incroci).
Il risultato è che Juventus-Empoli torna a essere quella che è quasi sempre stata, cioè una partita segnata. D’altronde si parla di impresa una volta ogni tanto, come quel 28 agosto dell’anno scorso, prima e unica vittoria azzurra allo Stadium, che ora sembra lontana anni luce. Finisce 4-0 per i padroni di casa e lo scarto ci sta tutto, poteva essere anche più ampio.
La vera “impresa” dell’Empoli è di aver rilanciato giocatori che faticavano a sbloccarsi. Di Kean si è detto, ma anche McKennie, autore del raddoppio di testa al 56’, è al primo centro stagionale, mentre Rabiot, giocatore mai troppo amato dai tifosi bianconeri, addirittura timbra due volte il cartellino (testa all’82’, destro al 94’).
Zanetti aveva avvertito alla vigilia che la testa sgombra può essere un handicap, si rischiano figuracce come quella di ieri sera. Il tecnico azzurro sorprende all’inizio risolvendo il ballottaggio Bajrami-Baldanzi sulla trequarti con... Pjaca, forse puntando sulla psicologia di un giocatore che vorrebbe dimostrare di poter giocare nella squadra che possiede il suo cartellino. Certamente non con la prestazione di ieri sera. Allegri invece preferisce Rugani ad Alex Sandro, forse pensando alla prossima trasferta di Lisbona.
Un’altra preoccupazione di Zanetti alla vigilia (limitare i cross dalla fasce) trova subito conferma: sul secondo messo dentro da Kostic la Juve è già avanti all’8’ con Kean, bravo a inserirsi tra De Winter e Vicario. Sono tre reti su tre partite giocate contro gli azzurri negli ultimi tre anni. L’Empoli ci mette una decina di minuti per farsi vedere dalle parti di Szczesny, con un tiro da fuori di Marin che non impensierisce il portiere bianconero.
Poi però, dopo un’altra occasione di Kean, gli azzurri qualcosa costruiscono. Al 32’ Bandinelli scippa un pallone a Cuadrado e Destro centra Szczesny, mentre un minuto dopo ancora il centravanti devia fuori una rasoiata di Parisi che forse era destinata allo specchio. Prima del riposo tocca a Vicario negare il raddoppio al solito Kean, con Vlahovic quasi non pervenuto e destinato a uscire senza infamia e senza lode poco dopo l’ora di gioco.
Ma questa Juve dimostra che può fare a meno del serbo se ci mette la voglia e il tasso tecnico di tutti gli altri campioni che si ritrova.
Il raddoppio di McKennie al 56’ è il coronamento di una pressione costante e costringe Zanetti a giocare la carta del doppio trequartista: fuori Pjaca e Satriano, appena uscito da un duro faccia a faccia con Rabiot che costa il giallo a entrambi, dentro Bajrami e Baldanzi, che però si vedranno poco o nulla. Ormai la partita ha preso il suo verso e Allegri può far riposare sia Vlahovic che McKennie.
Una delle rare incertezze di Vicario, in uscita su un cross dalla sinistra, facilita il 3-0 di Rabiot all’82’ (colpo di testa che supera di un centimetro la linea e viene segnalato dal goal decision system). Tre minuti dopo Milik, subentrato a Vlahovic, si mangia il quarto spedendo a lato di testa e il portierone azzurro si riscatta con un paio di interventi sullo stesso Milik e su Miretti, ma non può nulla sull’assist di Danilo che in pieno recupero manda in porta ancora Rabiot.
Troppa Juve per questo Empoli, che fino a ieri aveva una delle difese meno battute e non aveva mai subìto uno scarto di punteggio così pesante.
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