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Empoli, Zanetti: «A Torino portiamo il coraggio delle nostre idee»

di Paolo Nencioni
Empoli, Zanetti: «A Torino portiamo il coraggio delle nostre idee»

La priorità del tecnico contro la Juve: tagliare i rifornimenti a Vlahovic

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EMPOLI. Tagliare i rifornimenti a Vlahovic, ma anche a Milik o Kean, ovviamente. È questa la priorità di Zanetti alla vigilia di Juventus-Empoli. Una delle priorità, a dire il vero, perché il tecnico azzurro sa che per fare risultato all’Allianz Stadium bisogna che vada tutto per il verso giusto, come il 28 agosto 2021, una data che resterà scolpita nella storia dell’Empoli, la prima vittoria in casa della Vecchia Signora che quel giorno mostrò tutti gli acciacchi dell’età e che anche oggi non gode di buonissima salute, quasi fuori dalla Champions e lontana 10 punti dalla vetta del campionato.

Non è un buon momento per affrontare i bianconeri, parzialmente rinfrancati dalla vittoria nel derby della Mole e affamati di punti. Forse l’unico vantaggio è che inevitabilmente la testa di qualcuno sarà anche alla trasferta di Lisbona col Benfica, ultima chiamata per restare nell’Europa che conta.

L’Empoli invece ci arriva con la testa abbastanza sgombra dai brutti pensieri, il che però potrebbe essere un handicap, perché spiega Zanetti che «contro queste squadre se si abbassa anche di poco la concentrazione e l’agonismo si rischia di fare una figuraccia, e noi figuracce non ne vogliamo fare».

Quattrocento chilometri più a nord, Massimiliano Allegri dice quasi le stesse cose ai suoi, vorrebbe una Juve operaia, come quella che nel girone di ritorno s’impose al Castellani senza impressionare ma portando a casa i tre punti.

Tornando all’Empoli, tagliare i rifornimenti alle punte bianconere significa anche limitare i cross che piovono nella propria area. «Ne stiamo subendo troppi – spiega Zanetti pensando probabilmente al secondo tempo di sabato col Monza – e su questo dobbiamo migliorare». Non sarà facile a Torino, soprattutto se Allegri metterà in campo il suo 3-5-2 che serve proprio a questo, recapitare palle in area dalle fasce.

Paolo Zanetti preferisce concentrarsi sui suoi senza pensare al momento della Juve: «È una squadra di campioni, abituati a gestire la presione, sulla carta è la più forte formazione della Serie A. Dai miei vorrei una partita di personalità, mostrare il coraggio delle nostre idee in uno stadio fantastico».

Intanto il bilancio di queste prime dieci giornate di campionato è positivo. Per i punti, innanzitutto, ma la cosa più importante per il t ecnico di Valdagno è un’altra: «Volevamo creare una squadra e possiamo dire che questo obbiettivo è stato raggiunto. Stiamo dentro le partite, lottiamo su tutti i palloni, è un gruppo solido dal cuore grande. Non è un caso se, a prescindere dal risultato, alla fine delle partite i nostri tifosi ci applaudono sempre».

Qualche valutazione sui singoli. Vicario? «È come aver comprato un centravanti da 20 milioni». Bajrami? «Ha tutta la mia stima, mi piace come accetta le mie scelte. Semplicemente ora ha più concorrenza di prima, ma ha preso la strada giusta, questione di tempo». Baldanzi e Fazzini? «Maturi emotivamente». Ekong e Degl’Innocenti? «Non devono aver fretta, serve il giusto timing per non bruciarli».

Quanto alla formazione da mandare in campo oggi, potrebbe essere la stessa schierata contro il Monza con Marin, ristabilito, al posto di Henderson. E un ballottaggio tra Baldanzi e Bajrami per una maglia da t requartista.

Davanti, dunque, fiducia rinnovata alla coppia Destro-Satriano e Bandinelli-Haas sulle mezzali.

Postilla finale del tecnico: «Coi cinque cambi spesso le partite si decidono nel secondo tempo, per questo sono d’accordo con Spalletti sul fatto che non esistono titolari e riserve». Solo qualcuno che entra prima e qualcun altro che entra dopo.
 

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