Il lutto
Zurkowski “ostaggio” della Viola: chi salverà il soldato Szymon?
Voleva restare a Empoli ma ha pagato la lite tra le due società e non gioca più
EMPOLI. Che fine ha fatto Szymon Zurkowski? Gli addetti ai lavori ovviamente lo sanno, ma il grande pubblico si sta cominciando a chiedere perché il venticinquenne centrocampista polacco ex Empoli sia finito in quel buco nero che è la panchina viola senza più riuscire a venirne fuori. Trenta minuti giocati nelle prime dieci di campionato, a cui va aggiunta un’elemosina di 180 secondi in Conference League. Spiccioli dai quali Szymon ha cavato almeno un assist ma che ne fanno comunque il giocatore di gran lunga meno utilizzato nell’affollata rosa della Fiorentina, se si escludono i giovanissimi.
Eppure stiamo parlando di una mezzala che a giugno sembrava in rampa di lancio, dopo due stagioni e mezza più che convincenti in azzurro, 69 presenze condite da 9 reti, in crescendo, stabilmente nel giro della nazionale polacca, forte fisicamente e ordinato tatticamente. Insomma, uno che poteva ambire a una squadra di medio-alta classifica. E invece.
Invece è successo che Zurkowski è rimasto incastrato in un meccanismo che non poteva controllare. Non ha fatto mistero di voler restare in azzurro a fine prestito, così come il presidente Corsi non ha fatto mistero di gradire questa soluzione. Ma l’Empoli non ha esercitato il diritto di riscatto tentando la stessa operazione fatta con Luperto, tornato indietro dal Napoli con lo sconto. L’accordo in realtà c’era e, come si dice in questi casi, mancava solo l’ufficialità. Che non è mai arrivata perché nel frattempo i rapporti tra Empoli e Fiorentina si sono guastati, per usare un eufemismo. A Firenze piaceva Bajrami, che poi non piaceva più. Piaceva tantissimo Parisi, l’ultimo giorno di mercato, che però l’Empoli non voleva cedere e la Fiorentina si è tenuta in ostaggio il polacco, senza riuscire poi a piazzarlo altrove nei minuti finali.
Risultato: panchina assicurata, dietro ai vari Mandragora, Barak, Bonaventura, ma anche Duncan, Maleh, Benassi. Che, per carità, sono signor giocatori, ma in una squadra partita con ben altre ambizioni e che fatica maledettamente a buttarla dentro magari anche Szymon avrebbe potuto dire la sua.
Invece non la dirà. Tutto lascia credere che rimarrà malinconicamente a guardare gli altri che giocano (vedi la faccia nell’intervallo di Lecce-Fiorentina) almeno fino a gennaio, buttando via mezza stagione nel momento decisivo della carriera.
Che alla fine possa tornare in azzurro ormai non ci crede quasi nessuno. Nel calcio e soprattutto nel calciomercato mai dire mai. Però qui c’è un ostacolo grosso come una casa, il litigio non tanto tra i ds Accardi e Pradè, che alla fine parlano la stessa lingua, quanto tra il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi e il direttore generale viola Joe Barone, che invece si sono scontrati duramente sull’affare Parisi e non risulta che poi si siano riavvicinati. E nel frattempo l’Empoli ha preso Akpa Akpro in quel ruolo. Dunque sì, bisogna salvare il soldato Zurkowski, ma non sarà l’Empoli a farlo. Magari lo Spezia, col quale la Fiorentina ha buoni rapporti, o il Bologna, oppure un campionato estero. Perché Szymon quasi certamente farà i Mondiali in Qatar e con un paio di buone partite potrebbe trovare altri estimatori.
L’unica certezza è che al momento non ci ha guadagnato nessuno. Non il giocatore che è rimasto fermo, non l’Empoli che lo voleva e nemmeno la Fiorentina che lo tiene prigioniero facendo inevitabilmente calare il valore di un cartellino che era quasi raddoppiato dopo l’esperienza in azzurro (da 3,8 a 7 milioni secondo Transfermarkt). Un’altra certezza è che se un giorno Szymon dovesse ripassare dal Castellani, con una maglia di qualsiasi colore, la Maratona si alzerebbe in piedi per applaudirlo.
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