Toscana
Grinta e cuore, gli azzurrini non mollano mai, con due uomini in meno, col Lecce finisce pari
EMPOLI. Grinta, cuore e tanta voglia di non mollare mai fino al triplice fischio finale. Sono questi gli ingredienti principali del pareggio per 1-1 tra la Primavera dell'Empoli e i pari età del Lecce.
Gli azzurri, dopo essere passati in vantaggio al 28' con un gol di Renzi sugli sviluppi di un calcio di punizione, hanno subito il pareggio al 68' complice la rete realizzata da Salomaa e poi hanno resistito con le unghie e con i denti nonostante gli ultimi 10 minuti più recupero giocati in doppia inferiorità numerica per le espulsioni rifilate a Boli e Rosa.
Una prova davvero di carattere da parte di Ignacchiti e compagni, che a fine partita hanno ricevuto i complimenti di mister Antonio Buscè: «In tempi non sospetti avevo detto che la forza di questa squadra è il gruppo. Non abbiamo un alto tasso di qualità a livello individuale, ma i ragazzi hanno carattere e la forza per non mollare mai anche nei momenti dove tutto gira storto. Questa squadra riesce sempre a tirare fuori qualcosa per arrivare a raggiungere i risultati importanti».
Va avanti il tecnico degli azzurrini: «Il Lecce è una formazione che sta bene, secondo me tra le più forti del campionato. Hanno un buon allenatore, sono la squadra più esperta di tutto il torneo e sono ben organizzati. Per noi questo è un risultato molto importante, devo fare i complimenti ai ragazzi, sono stati davvero encomiabili», sottolinea ancora.
Il tecnico di Gragnano ha poi aggiunto che Empoli-Lecce gli ha ricordato per certi versi il derby disputato a inizio stagione in Serie A tra Empoli-Fiorentina, con i ragazzi di mister Zanetti che in 10 contro 11 hanno fatto di tutto per portare a casa il risultato.
Un parallelismo, quello tra prima squadra e Primavera, che non si ferma certo qui, almeno secondo Buscè: «La Primavera 1 non è più un semplice campionato da settore giovanile. Ogni settimana ci troviamo contro giocatori che sono stabilmente nel giro delle prime squadre, come Lazetic con il Milan o Nizet del Lecce. Per le società rimanere in Primavera 1 è di vitale importanza per far crescere i ragazzi. Dobbiamo capire che questo campionato ora come ora vale come una Lega Pro, forse è anche più difficile per certi versi. Partita dopo partita giochiamo contro giocatori bravi, di qualità, fisici, già pronti per le prime squadre. Questo è il tipo di campionato che abitua i ragazzi nel giro di uno-due anni a fare il salto tra i “grandi”».
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