Gioco
Haas firma la prima vittoria dell’Empoli al Castellani
Il Monza tiene il pallino del gioco ma gli azzurri costruiscono occasioni Henderson regista al posto di Marin, ancora decisivo Vicario nel finale
EMPOLI. Il Monza tiene palla, l’Empoli crea occasioni, una la butta dentro, molte altre le sbaglia, ma alla fine il risultato premia gli azzurri. Eccola qui la sintesi della prima vittoria interna della squadra di Zanetti, la più importante ai fini della classifica, perché sarà anche vero che i brianzoli di Palladino hanno ambizioni ben oltre la zona salvezza, ma intanto vengono scavalcati in classifica dagli azzurri, bravi a capitalizzare al meglio un possesso palla che si ferma al 35%.
Del resto non basta tenere per due terzi di partita il pallino del gioco, come hanno fatto gli ospiti, per portare a casa qualcosa. Merito anche del solito Vicario che nel finale prima inchioda Gytkjaer e poi strozza l’urlo in gola a D’Alessandro con un balzo felino.
Ma sarebbe sbagliato dare tutti i meriti al portiere. La vittoria degli azzurri è stata costruita innanzitutto da Zanetti, che alla vigilia uscendo dalla sala stampa (ora si può dire) aveva buttato là con aria sbarazzina un «domani la vinciamo...».
Ha dovuto fare a meno di Marin dolorante alla schiena e ha tirato fuori dal cilindro un Henderson regista, poi ha risolto il dubbio tra Bajrami e Pjaca sulla trequarti mettendo Baldanzi. E ha confermato Destro accanto a Satriano.
Il risultato sono state tre limpide occasioni da gol nei primi 25 minuti. La prima al 9’ sprecata malamente da Satriano solo davanti al portiere; la seconda all’11’ con lo stesso Satriano che ha costretto al doppio miracolo Di Gregorio (sul suo tiro e su un rimpallo), che però poi nulla ha potuto sul tap in di Haas, primo gol stagionale, l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto.
Il Monza non si è abbattuto e ha continuato a macinare gioco, con la differenza che non ha costruito occasioni fino al 46’, quando Carlos Augusto ha sprecato dopo un contrasto colpevolmente perso da Stojanovic, in grave difficoltà davanti a Caprari.
La ripresa si è aperta con un gol annullato a Henderson su punizione per un fuorigioco di Destro e un’altra occasione azzurra con Baldanzi, bravo a rubare palla e poi a concludere sull’assisti di Satriano, per trovare la testa di Donati sulla linea.
L’ingresso di Colpani e D’Alessandro (soprattutto il primo) per Caprari e Pessina ha dato altra benzina agli ospiti, ma sono stati ancora gli azzurri a sfiorare il gol al 66’ col subentrato Bajrami, di poco a lato su intelligente tacco di Parisi nell’area piccola.
Di lì in poi è iniziato il vero assedio del Monza, che si è impossessato delle fasce e ha scaraventato una valanga di cross in area, trovando quasi sempre la contraerea di Luperto o di De Winter.
Alla fine per la mole di gioco prodotta gli ospiti avrebbero anche meritato il pari, ma nel calcio la mole non conta. Soprattutto quando hai davanti un portiere come Vicario che oltre agli interventi decisivi dà sicurezza a tutta la difesa.
Una nota di merito va spesa per Jacopo Fazzini, che in 16 minuti ha mostrato come si interpreta il finale di certe partite: lucido, grintoso, concreto, con la testa rivolta all’importanza del risultato. Nei minuti di recupero si è preso anche un destro al mento da Rovella, espulso, senza battere ciglio. Una candidatura a una prossima maglia da titolare.
La stessa intensità non è stata messa in campo dagli altri due entrati nel finale, Lammers e Bajrami.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
