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Empoli, il vantaggio non basta più. Sono troppe le rimonte subite

Empoli, il vantaggio non basta più. Sono troppe le rimonte subite

Da inizio stagione, solo con la Salernitana gli azzurri sono riusciti a rimediare

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EMPOLI. Mattoncino su mattoncino, punto su punto, l’Empoli sta mettendo un po’ di fieno in cascina ogni giornata di campionato. Otto punti conquistati in 9 giornate fanno una media di quasi un punto a partita, frutto dei cinque pareggi conquistati e della per ora solitaria vittoria di Bologna. Per quanto non si tratti di un percorso non completamente esaltante, almeno se si vanno a guardare i semplici tabellini, essere capaci di portare a casa qualcosa da ogni sfida affrontata è una peculiarità di grande importanza per una squadra che punta a salvarsi. Anche la trasferta di Torino, che si è rivelata complicata quanto e più di quanto si pronosticava alla vigilia, ha visto l’Empoli tornare a casa con un punto, uno dei più difficili conquistati fino a questo momento della stagione. Ma a fronte di tutti i vantaggi derivanti dall’evitare di rimanere a secco, tutti questi pareggi mostrano un’altra faccia della medaglia: l’incapacità di mantenere il gol di vantaggio fino al fischio finale.
Il dato è abbastanza chiaro, e per quanto il campione di partite sia ancora ristretto, non può non far pensare a qualche tendenza. Su nove partite di Serie A disputate, l’Empoli ha subìto l’ultimo gol della sfida in sei occasioni. Inoltre, sempre sulle nove partite disputate, cinque hanno visto gli azzurri andare in vantaggio e quattro di queste hanno visto una rimonta dell’avversario. Se invece è l’Empoli ad andare in svantaggio, tendenzialmente il risultato è la sconfitta: solo contro la Salernitana la squadra di Zanetti è riuscita a rimontare il gol di distanza e portare a casa un pareggio.
Difficile indicare i motivi di questo tipo di comportamento, soprattutto della mancata capacità di riuscire a tenere il risultato al sicuro. Anche perché il modo in cui la squadra affronta le gare è cambiato rispetto all’inizio del campionato: i pareggi contro Lecce, Verona e Salernitana non hanno nulla di simile a quello contro il Torino di domenica, ma sono diversi anche dalla sconfitta contro il Milan o dalla vittoria di Bologna. Fino alla gara contro la Roma gli azzurri imponevano i propri ritmi nella prima parte di gara, dominando spesso e volentieri la partita e rammaricandosi di non aver convertito in rete le numerose occasioni, per poi subire il ritorno dell’avversario nella ripresa. Da lì in poi gli azzurri sono scesi in campo con le migliori intenzioni, ma subendo l’iniziativa avversaria, riuscendo solo nella seconda parte della partita a trovare una risposta. In parte questo cambio di tendenza può essere spiegato dal livello delle avversarie, aumentato gradualmente dall’inizio di campionato.
È cambiato anche il momento in cui l’Empoli subisce la rimonta. Domenica a Torino il pareggio sembrava un fatto dovuto: i granata hanno fatto di più durante larghi tratti del match, anche le recriminazioni non mancano. Contro il Lecce, il botta e risposta è arrivato invece quasi istantaneamente; a Salerno, invece, dopo aver subìto dalla mezz’ora in là, ci si è ripresi in tempo per spuntare il 2-2. Non si può identificare né un eccesso di sicurezza in un momento preciso della gara, né una particolare carenza di qualche giocatore, perché gli azzurri hanno incassato il pareggio con in campo sia i novelli De Winter ed Ebuehi che i reduci della scorsa stagione Stojanovic e Ismajli.
L’unico tratto comune che si può trovare è quello che ripete sempre Zanetti, non solo riguardo le disattenzioni difensive: ci vuole una maggiore attenzione al dettaglio, al particolare, in ogni istante di gioco. Un tratto che, se non è innato, si può acquisire solo con il lavoro giornaliero e facendo esperienza. Fino a che questa maturazione non avverrà, c’è comunque da esser contenti: è sempre meglio parlare di tanti pareggi ed essere sopra la zona retrocessione, che di tante sconfitte e già paventare un ritorno in cadetteria. 

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