Sicurezza
Empoli e Torino, numeri simili ma i granata pressano di più
Somiglianze e differenze tra le due squadre che si affronteranno domenica Juric non ha rimpiazzato Belotti e ha perso due pedine importanti per infortunio
EMPOLI. L’Empoli si prepara con il solito ottimismo alla prossima partita di campionato, che si disputerà domenica alle 12.30 a Torino. Non sarà facile giocare contro il Torino di Juric, squadra difficile da affrontare per chiunque. I granata, all’apparenza compagine totalmente diversa da quella guidata da Zanetti, in questo momento mostrano in realtà più di un tratto comune all’undici azzurro.
Il Torino in queste otto partite ha guadagnato dieci punti, solo tre in più dell’Empoli. Ha vinto due partite in più, tre a uno, ha pareggiato una sola volta contro le quattro degli azzurri e ha perso quattro partite, a differenza delle tre dell’Empoli. Delle quattro sconfitte arrivate per i granata, tre sono venute contro formazioni importanti di alta classifica (Atalanta, Inter e Napoli); anche l’Empoli ha subito due sconfitte da squadre di altissimo livello (Milan e Roma), a cui ha aggiunto quella nell’esordio di campionato a Spezia. Stupisce che i dati più evidenti sulle rispettive prestazioni offensive e difensive siano poi totalmente identici, visto che entrambe le squadre hanno segnato sette gol e ne hanno subiti dieci, ma andando un po’ più a scavare si può scoprire qualche ulteriore differenza che può motivare i tre punti di svantaggio.
Per esempio il Torino ha accumulato un valore di expected goals in questa stagione di 9,8, quindi secondo i modelli probabilistici avrebbe dovuto segnare quasi tre gol in più rispetto a quello che è successo, la terza maggiore discrepanza negativa tra questi dati in Serie A; per l’Empoli invece questo valore è pari a 8, e il delta di 1 sta nel perfetto punto mediano della classifica. I granata poi tirano in media una volta a partita in meno rispetto agli azzurri, 96 contro 107, riuscendo però ad accumulare lo stesso numero di tiri nello specchio, 31. Il Torino quindi arriva meno alla conclusione, ma è molto più preciso. Un dato che si rapporta anche con la realtà della rosa di Juric, che ha acquisito solo negli ultimi giorni di mercato due giocatori chiave come Vlašic e Miranchuk e li ha anche persi velocemente per infortunio, senza riuscire tra l’altro a sostituire il bomber e capitano delle ultime stagioni Belotti; le nuove leve, a cui va aggiunto Radonjic, dovranno abituarsi col tempo ai meccanismi di squadra così come l’attacco dell’Empoli sta imparando a giocare insieme (l’intesa Satriano-Lammers sta crescendo giornata dopo giornata) e a seguire i dettami di Zanetti.
Anche a livello difensivo le differenze di approccio sono sostanziali e sono illustrate dalle statistiche. Basta vedere che il Torino è la seconda squadra peggiore di Serie A per giocatori avversari contrastati, con 105 contrasti, di cui 58 vinti (secondo dato peggiore); l’Empoli è invece la quarta per maggior numero, 140, e la terza per quelli vinti, 91. Di contro il Torino è la terza squadra di Serie A per quantità di pressing portati nella trequarti offensiva, tanto che nei contrasti fatti in quella zona di campo è quinta in Serie A, mentre l’Empoli è nella seconda metà di classifica. Differenze quindi sostanziali: i granata attaccano subito il pressing già nell’area avversaria (lo testimoniava anche mister Spalletti dopo Napoli-Torino, spiegando come le ali del Torino spingevano talmente tanto sui terzini da bloccare il gioco), mentre gli azzurri tendono di più ad aspettare e a compattarsi sulla metà campo e in particolare nella trequarti difensiva, aspettando di più l’avversario.
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