Gioco
Empoli, Bajrami sdogana il calcio piazzato. Un gesto tecnico ormai inconsueto
Nel 2019 l’ultima rete da fermo dell’Empoli
EMPOLI. La sconfitta di sabato sera contro il Milan, per quanto dolorosa, ha sicuramente tanti aspetti positivi che possono essere salvati e portati in dote per il resto della stagione. Uno di questi è rappresentato dal gol di Bajrami, che ha regalato il momentaneo pareggio azzurro al 92’, un gesto tecnico che riporta alla luce un fondamentale ormai dato per disperso dalle parti del Castellani: la rete su punizione diretta.
Sono sicuramente passati i tempi in cui ogni calcio piazzato era una minaccia costante per il portiere avversario. Non serve tornare indietro ai giorni di Vannucchi per trovare dei gran battitori di piazzati tra le file azzurre: Tavano, Maccarone e Di Natale sono alcuni dei calciatori che portavano scompiglio anche da fermo. Da qualche stagione, invece, questo fondamentale si è andato sempre più perdendo. Una tendenza che in realtà rispecchia abbastanza fedelmente quello che sta succedendo nel calcio moderno, dove sono sempre meno le occasioni in cui si segna su punizione per motivi sostanzialmente statistici. Infatti questo tipo di conclusione è equiparabile a un normale tiro dalla distanza, per quanto da fermo e con una barriera pressoché immobile davanti al tiratore, le cui percentuali di realizzazione sono talmente basse da scoraggiare la maggior parte dei teorici del gioco a ritenerla una soluzione affidabile. Il minore utilizzo di questo fondamentale si traduce quindi in un minore allenamento, in un vortice che si autoalimenta; basta pensare che la Juventus, storicamente squadra molto produttiva nel tiro da fermo e che aveva il maggior numero di gol segnati in questo modo in tutta Europa tra il 2011 e il 2019, ha avuto un periodo di carestia durato due anni e interrotto solo dalla perla di Vlahovic di fine agosto contro la Roma.
Anche per l’Empoli le soluzioni su punizione diretta hanno avuto esito negativo per moltissimo tempo. Prima del gol di Bajrami, per trovare un’altra rete su tiro da fermo c’è da tornare al 2019. L’Empoli ha appena subito la beffa del ritorno in B dopo la grande rimonta di Andreazzoli dal mancato lieto fine, e si appresta a vivere un’annata interlocutoria in cadetteria. Il 7 dicembre al Castellani arriva l’Ascoli guidato da un giovane allenatore alla prima esperienza in B, quel Paolo Zanetti che tre anni dopo siederà proprio sulla panchina azzurra. I piceni vanno anche in vantaggio, prima di essere raggiunti dal gol su punizione del terzino sinistro azzurro Balkovec. Per trovare invece l’ultimo gol su punizione diretta in Serie A bisogna fare ancora un passo indietro. Alla 29ª giornata della stagione 2016-2017 l’Empoli ospita il Napoli di Maurizio Sarri. I partenopei si portano avanti di tre reti nel primo tempo, una di queste segnata proprio su punizione da Mertens; nella ripresa però l’Empoli accorcia le distanze con El Kaddouri su calcio piazzato, prima del gol di Maccarone per il definitivo 2-3. La punizione del giocatore marocchino è per certi versi simile a quella di Bajrami di sabato sera: la mattonella è praticamente la stessa, centimetro più centimetro meno, così come l’aiuto della controbarriera dei compagni che copre la visuale al portiere. La prima differenza è che El Kaddouri sceglie una traiettoria a rientrare sul secondo palo, invece che la botta su quello del portiere come Bajrami; la seconda si spera si avveri a fine stagione, visto che quell’Empoli di Martusciello conclude la stagione al diciottesimo posto e scende in B.
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