Italia
Empoli, si parte dalle fondamenta e da una difesa che dà garanzie
Meno gol realizzati ma soprattutto meno subiti nella gestione di Zanetti
EMPOLI. Ormai è chiaro, quest’anno vedremo meno gol. Che non è per forza un difetto, perché significa farne meno ma anche vederne rotolare meno nella porta difesa da Guglielmo Vicario. Passate le prime sette giornate che precedono la sosta per le nazionali, è il momento di tracciare un primo bilancio della stagione dell’Empoli targato Zanetti. Partendo ovviamente dai numeri, che quasi mai mentono. Dunque, sette giornate e 7 punti: significa che al momento la barca va pari, come avrebbe detto Aurelio Andreazzoli, cioè che siamo in media salvezza. Poi ci sono gli altri numeri, quelli dei gol fatti e subiti. E qui si nota una differenza macroscopica con la gestione di Aurelio: l’Empoli ne fa in media meno di uno a partita (6 in 7 giornate) e ne prende in media uno. Alla fine della scorsa stagione invece la casella delle reti incassate segnava l’impressionate cifra di 70 (1,84 a partita) a fronte di 50 gol fatti (media di 1,32). È questo uno dei motivi per i quali Andreazzoli non siede più sulla panchina azzurra. La società ha chiesto a Zanetti di mettere a posto la fase difensiva e finora il tecnico di Valdagno ha ottenuto il risultato, perché un gol a partita è un risultato accettabile per una squadra come l’Empol i in Serie A. L’altra faccia della medaglia è un attacco che segna meno di quanto dovrebbe, un po’ per l’imprecisione di Lammers e Satriano, un po’ forse perché quando curi molto la fase difensiva qualcosa paghi davanti. Saranno le prossime settimane a confermare o smentire questa tendenza.
Intanto però Zanetti si gode un reparto difensivo che rispetto all’anno scorso ha gerarchie molto più definite e può contare su un portiere degno di altre piazze.
Dalla cintola in su non bisogna dimenticare che non c’è più Asllani a verticalizzare e nemmeno Pinamonti a finalizzare. Insomma, c’era da metterlo in conto. Satriano, Lammers e lo stesso Destro sono ancora scommesse da vincere, senza dimenticare i giovani che scalpitano alle loro spalle, Baldanzi e Cambiaghi su tutti. Il ruolo di trequartista al momento è un rebus. Zanetti ha dato subito fiducia a Pjaca in attesa del miglior Bajrami, ma non esclude di poter utilizzare anche Henderson, come faceva Andreazzoli. Dipenderà dalla partita, dallo stato di forma, per fortuna non più dalle voci di mercato, almeno fino a gennaio.
A Bologna l’Empoli ha raccolto quello che aveva lasciato per strada in altre partite, soprattutto contro la Roma e il bilancio alla fine è positivo, perché da quanto si è visto in campo Empoli-Roma e Bologna-Empoli erano due pareggi, ma invece dei due punti ora gli azzurri se ne trovano tre in classifica. E a proposito di numeri ce n’è un altro da non sottovalutare: 6. Tante sono le squadre che al momento gli azzurri si sono lasciati alle spalle dopo sette giornate grazie all’andamento lento di Monza (ieri però vincente sulla Juve), Sampdoria e Cremonese, coi doriani che sono la sorpresa negativa di inizio stagione ma presumibilmente risaliranno. Alla luce di questi numeri, non vanno disprezzati i pareggi ottenuti dagli azzurri con Lecce, Verona e Salernitana, che probabilmente saranno le dirette concorrenti nella lotta per la salvezza. Ogni punto in Serie A bisogna sudarselo e ogni errore viene punito (o quasi, non quelli di Cambiaso e Posch a Bologna, per esempio). Per ora va detto che la squadra di Zanetti non ha mai sbracato. I risultati di tutte le partite sono stati in bilico fino al 90’ e oltre.
Anche questo, se vogliamo, è spettacolo perché il pubblico è sempre sulla corda: la gioia o la delusione sono sempre dietro l’angolo.
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