Lutto
Empoli sprecone e contento: a Bologna la prima vittoria
Gli azzurri si mangiano due reti nel primo quarto d’ora, poi soffrono. Risolve capitan Bandinelli, prima di un palo e una traversa dei felsinei
EMPOLI. Imperfetti, certo, per una volta fortunati, e alla fine anche belli. Nella prima vittoria della stagione, colta dall’Empoli al Dall’Ara di Bologna, c’è tutto questo. Una squadra ancora imprecisa sotto porta, non ancora cattiva come la vorrebbe Zanetti, ma che in fatto di carattere non ha niente da invidiare a nessuno.
Una vittoria arrivata al momento giusto, che rimette gli azzurri in linea di galleggiamento dopo tante buone prestazioni e relativamente pochi punti.
Tutto quello che era girato male con la Roma è girato bene a Bologna per l’Empoli: un palo di Arnautovic, una traversa di Zirkzee, un rigore prima dato e poi tolto ai felsinei per un precedente fuorigioco, la solita buona prestazione di Vicario fresco di convocazione in Nazionale.
Ma anche la solita imprecisione degli attaccanti nel primo quarto d’ora dell’incontro, con Satriano prima e Lammers poi che non hanno scartato due graziosi regali di Cambiaso e Posch. Graziati poi da Orsolini a metà tempo, gli azzurri avrebbero potuto portarsi avanti con Bandinelli al 26’ (tiro fiacco) e di nuovo con Lammers al 31’ (murato da un difensore a due passi dalla porta).
Come prevedibile, la ripresa suona un’altra musica, col Bologna costantemente in attacco e gli azzurri a difendere. Il gol sembra nell’aria ma non arriva e un rigore concesso dall’arbitro Volpi al 59’ per fallo di mano di Stojanovic viene tolto dal Var per un precedente fuorigioco millimetrico di Cambiaso. Così gli azzurri rimettono la testa fuori, al 74’ fanno le prove con Cambiaghi imbeccato da Henderson e un minuto dopo passano all’incasso grazie a un altro cross dello scozzese: Skorupski para su Lammers ma la palla finisce sui piedi di Bandinelli che appoggia in rete anticipando Kasius.
Il finale è convulso con cinque cartellini gialli in dieci minuti, un palo di Arnautovic al 77’ e una traversa del nuovo entrato Zirkzee al 91’. Ma gli azzurri stringono i denti e portano a casa i tre punti. Finalmente.
Zanetti se l’è giocata rimettendo in pista dal primo minuto Nedim Bajrami, unico cambio rispetto alla formazione di cinque giorni fa, che alla fine ha ripagato la fiducia senza giocate spettacolari ma con un’applicazione che non si vedeva da tempo.
Thiago Motta invece ha proposto subito il suo 4-2-3-1 avanzando Medel sulla linea di centrocampo, anche se il cileno, vera anima dei rossoblu, si è fatto vedere ovunque. Orsolini, che sembrava non dovesse giocare, è stato la croce e la delizia dei padroni di casa: l’uomo più pericoloso, ma sempre più egoista col passare dei minuti, tanto che è stato fischiato quando all’88’ ha lasciato il posto a Zirkzee.
La notizia del giorno è che non ha segnato Marko Arnautovic (sei gol in sei partite prima di questa). Ci è andato vicino col colpo di testa sul palo al 77’ dopo un’uscita imprecisa di Vicario, ma ha avuto solo questa e un’altra mezza occasione per timbrare il cartellino. E questo dice molto della difesa dell’Empoli, che quest’anno ha gli stessi interpreti ma sembra una lontana parente di quella dell’anno scorso. Merito di Zanetti, a cui il presidente Corsi ha chiesto proprio questo.
Gli azzurri arrivano quindi alla pausa per le nazionali con un pieno di ottimismo. Al rientro troveranno qualche giocatore stanco per gli impegni in giro per il mondo, un paio di guariti o forse tre (Destro, Ebuhei e Baldanzi), forse un’altra maggioranza di governo ma ottime prospettive per il resto della stagione.
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