La protesta
Zanetti, è una partita a scacchi: battere Motta per il primo successo
Il Bologna è alla prima col nuovo allenatore, l’Empoli cerca lo scatto in avanti
EMPOLI. Non ci poteva essere momento peggiore, per l’Empoli, per affrontare il Bologna. È uno dei concetti più antichi del calcio, quello che spiega come una squadra che ha appena cambiato allenatore sia sempre un osso molto duro da affrontare. Tra giocatori tenuti di poco conto nella precedente gestione tecnica che vogliono mettersi in mostra, senatori che intendono provare di essere fondamentali per la squadra, e nuove idee tattiche che circolano, le motivazioni del Bologna a far bene saranno ancora maggiori di quelle che animano un club di Serie A. Sicuramente sarà molto motivato il nuovo allenatore dei felsinei, quel Thiago Motta che a Spezia è stato molto amato dopo una stagione in cui la squadra non ha mal figurato, ma nell’estate si è poi accordato con la dirigenza per risolvere il contratto. Ha concetti di gioco offensivamente moderni, predilige moduli anche un tantino spregiudicati e avere una squadra dal livello qualitativo più elevato dello Spezia potrebbe aiutarlo a fare il passo successivo nella sua carriera. Tanto che a Bologna già si lavora su una rivoluzione a livello tattico: Motta ha già allenato il suo pacchetto arretrato sulla difesa a 4, rischiando di tagliar fuori un senatore come Medel. In più, i giocatori offensivi schierati contemporaneamente saranno molti di più dell’era Mihajlovic: si pensa al tridente, con Arnautovic in mezzo e due tra Barrow, Orsolini e Vignato ai suoi lati, oppure a tre trequartisti con l’utilizzo anche di Soriano. Interpreti molto adatti ai concetti di gioco mostrati da Motta a Spezia: Soriano potrebbe trovare posto nel 4-3-3 in mediana, giocando da mezzala che va a occupare poi la trequarti come faceva Maggiore in Liguria, mentre Arnautovic già ama arretrare la sua posizione per legare i reparti e lanciare i compagni, l’interpretazione del ruolo di punta che voleva Motta a Spezia. Difensivamente, sempre guardando al suo passato, Motta dovrebbe impostare un pressing alto e "a specchio" della sua squadra, asfissiando la costruzione della manovra avversaria e cercando di recuperare palla il prima possibile, anche rischiando di lasciare il reparto arretrato in una situazione di parità numerica. Quali contromisure potrà prendere Zanetti per evitare di subire il gioco del nuovo Bologna è difficile dirlo, proprio perché non si sono visti all’opera i concetti di Motta e non si sa quali aggiustamenti avrà preso negli uomini da schierare e nelle indicazioni tattiche da istruire. Difficilmente il tecnico azzurro cambierà modulo: lo ha detto più volte, e le prestazioni per ora viste in campionato non giustificherebbero un cambiamento di rotta. Molto probabilmente Zanetti caricherà la squadra, come ha fatto nelle scorse partite, con l’obiettivo di costringere gli avversari ad adeguarsi al gioco dell’Empoli. Se le idee esposte riguardo al Bologna saranno quelle che si vedranno in campo, sarà sicuramente fondamentale non perdere lucidità nella gestione della prima fase di possesso, quella che va dalla rimessa del portiere all’arrivo a una zona di campo tra la mediana e la trequarti, dove ci potrebbe essere un pressing intenso degli avversari. Potrebbe quindi essere di nuovo il turno di Pjaca, che si è dimostrato abilissimo nel ricevere palla molto vicino ai centrocampisti per dare il là all’azione. Così come un fattore importante potranno diventare i duelli sulle fasce, visto che entrambe le squadre dovrebbero lasciare parecchio spazio sui lati visti i moduli utilizzati. La difesa invece dovrà mostrarsi rocciosa, senza seguire pedissequamente il movimento continuo soprattutto di Arnautovic, e particolarmente attenta agli inserimenti di centrocampisti e giocatori offensivi.
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