Gioco
Pjaca, parola d’ordine: fiducia A Empoli la quarta vita di Marko
L’attaccante croato si è presentato dopo l’esordio in azzurro con la Salernitana «Nasco esterno d’attacco, ma nel 4-3-1-2 mi trovo meglio come trequartista»
EMPOLI. Non è certo roba da tutti i giorni avere un vice-campione del mondo in carica a Empoli. Eppure, l'ultimo giorno di mercato Pietro Accardi è riuscito a fare l'ennesimo regalo alla piazza e a mister Zanetti portando in azzurro Marko Pjaca. Nonostante in estate fosse stato avvicinato da altre società e avesse ricevuto altre proposte, il croato classe 1995 di proprietà della Juventus ha scelto Empoli per provare a dare una svolta decisiva alla sua carriera. «Ho deciso di venire qui – ha raccontato Pjaca ieri nella sua conferenza stampa di presentazione – perché per un giocatore come me è fondamentale trovarsi in una squadra che ha un progetto e che vuole giocare a calcio. Al di là dei risultati, so come si lavora a Empoli. Ho trovato un ambiente molto ben organizzato. Credo che qui ci sia tutto quello che mi serve per poter esprimere al meglio le mie qualità». La parola d'ordine, ripetuta più volte davanti ai giornalisti da Pjaca, è fiducia, soprattutto fiducia in se stessi. Perché, nonostante abbia solo 27 anni, il ragazzo di Zagabria ha già vissuto diverse vite, almeno calcisticamente parlando.
Esploso a Euro 2016, il suo trasferimento in quell'estate alla Juventus doveva essere il trampolino di lancio per la sua consacrazione. Invece, al contrario di quello che tutti si aspettavano, a Torino Pjaca non riesce a trovare il modo per trasformare in realtà le grandi promesse che avevano accompagnato il suo arrivo in bianconero. Poi, a complicare il suo percorso di crescita, ci pensa anche la sfortuna. «Purtroppo – ricorda Pjaca – ho avuto due infortuni gravi. Mi sono rotto per due volte il legamento crociato. Anche negli ultimi anni ho avuto qualche problema fisico di troppo, ma per fortuna fanno parte del passato. Sono convinto che trovando continuità posso tornare ai miei livelli». Il suo esordio con la maglia azzurra ha lasciato delle sensazioni più che positive in tanti addetti ai lavori. Pur essendo agli ordini di Zanetti da pochissimi giorni, il tecnico di Valdagno non ha avuto dubbi nello schierarlo dal primo minuto lunedì sera contro la Salernitana.
Pjaca ha risposto più che presente alla chiamata del mister, sfoderando una prestazione più che positiva. «Sono contento di aver cominciato il mio percorso con questo gruppo – ha sottolineato l'ex Genoa e Torino – Nel primo tempo avremmo potuto fare più gol, ma alla fine abbiamo conquistato un punto importante in trasferta. Questa è una squadra giovane che lotta fino alla fine. La salvezza è un obiettivo a lungo termine. Dobbiamo pensare sempre alla gara successiva. Vogliamo fare punti in ogni partita, poi alla fine vedremo dove riusciremo ad arrivare». Anche Pjaca, così come Bajrami e altri elementi della rosa, è un giocatore molto versatile, che può essere schierato da Zanetti in diverse zone del campo. «Posso giocare sia trequartista come ho fatto lunedì che come seconda punta. – ha confermato il numero 14 azzurro – Il mio ruolo naturale è l'esterno sinistro, ma nel 4-3-1-2 forse il trequartista è il ruolo dove mi trovo meglio». Empoli potrebbe essere per Pjaca non solo il luogo della rinascita ma anche la base di partenza per provare a riconquistare la maglia della Croazia, che ormai non indossa da quattro anni. «Sono fiducioso di poter tornare nel giro della Nazionale – ha concluso Pjaca – Tutto dipenderà da me e da come giocherò, poi starà al Ct fare le sue valutazioni e decidere se convocarmi o meno».
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