Toscana
Empoli, la meglio gioventù azzurra: una tradizione che non tramonta
L’esordio di Ekong a Salerno è solo l’ultimo di una lunga serie per l’Empoli
EMPOLI. È apparso parecchio soddisfatto della sua squadra mister Zanetti dopo la gara di Salerno. Tra i vari motivi che ha espresso ce n’è uno che ha tenuto a ribadire sia ai microfoni di Dazn che in sala stampa: aver fatto esordire il terzo giocatore, in sole cinque giornate, proveniente dalla Primavera, riferendosi all’ingresso nel secondo tempo di Ekong. Un motivo di orgoglio non solo personale ma principalmente per il club, la cui linea societaria è ben chiara da anni. Il settore giovanile è il vero tesoro dell’Empoli. Un lavoro certosino che negli ultimi anni ha dato moltissimi frutti, di cui i tre esordienti di stagione Baldanzi, Fazzini ed Ekong (attendendo anche Degl’Innocenti e Guarino, sempre convocati in Serie A per ora) sono solo gli ultimi di un albero molto fertile.
Il primo caso eclatante degli ultimi anni è datato 8 ottobre 2017. Al minuto 89 di Empoli-Foggia, ottava giornata di Serie B, Alfredo Donnarumma viene richiamato in panchina. Al suo posto mister Vivarini inserisce un ragazzo di soli 17 anni, da due anni nelle giovanili azzurre: Hamed Traorè. Dopo l’esordio tra i professionisti arriverà anche la prima presenza in Serie A, l’anno successivo, prima che il Sassuolo decidesse di acquistarlo nell’estate 2019. L’Empoli quell’estate dovrà fare i conti con una nuova retrocessione in cadetteria, ma anche dalle situazioni più difficili si possono trarre tante note positive. Alla quarta giornata, Empoli-Cittadella, mister Bucchi decide di lanciare nella mischia un giovane che ha compiuto diciotto anni da un mese e ha fatto tutta la trafila delle giovanili in azzurro: Samuele Ricci. Entra al posto di Stulac, in una gerarchia che poi si rovescerà in Serie A due anni dopo, e in sei mesi impressiona a tal punto da convincere il Torino a puntare subito su di lui.
Proprio in quell’autunno del 2021 l’Empoli è di nuovo in Serie A ma non abbandona la sua linea verde. Ricci è un titolare praticamente inamovibile fin da agosto nelle grandi rotazioni di Andreazzoli, accompagnato da ragazzi di grande talento che non hanno disputato le giovanili a Empoli ma sono comunque portati in Serie A dal club azzurro, come Bajrami e Parisi. La quinta giornata di campionato vede la trasferta di Cagliari, dove il tecnico massese vuole dare una scossa alla squadra. Tanto che schiera titolare Mattia Viti, di un anno più giovane di Ricci e che non aveva giocato neanche un minuto in cadetteria. Un esordio folgorante, seguito da molte altre prestazioni importanti che avranno cassa di risonanza fuori dai confini nazionali, visto il passaggio quest’estate al Nizza. Nel secondo tempo della stessa partita avviene un altro esordio importante, quando Andreazzoli decide di sostituire Haas con Kristjan Asslani, il cui compleanno cade un mese e mezzo dopo quello di Viti. Per il centrocampista albanese le luci della ribalta arriveranno però solo nel girone di ritorno, quando prende il posto di Ricci in cabina di regia e convincerà l’Inter a investire su di lui. Sono loro i frutti più importanti delle giovanili azzurre, prolifica come poche altre in Italia ai livelli più alti. Importanti non solo per la squadra, ma anche per le casse societarie: Traorè è stato pagato 15 milioni nel riscatto dello scorso anno, Viti arriverà pure a 15 milioni con i bonus, per Ricci la formula è stata di 2 milioni subito e 8,5 milioni una volta scattato l’obbligo di riscatto, mentre Asslani è andato via per 4 milioni di prestito e 10 milioni di futuro riscatto. La somma fa 54,5 milioni, plusvalenze nette e ossigeno puro per le finanze.
Le storie di quest’anno sono più recenti e impresse nella memoria: Fazzini, Baldanzi ed Ekong sono stati protagonisti con Asslani dello scudetto vinto dalla Primavera, e Baldanzi ha trovato già il gol con un favoloso sinistro da fuori contro il Verona. Sta a loro continuare una tradizione ormai salda a cui nessuno, dalle parti di Empoli, vuole rinunciare.
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