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Empoli, l’allarme di Zanetti: troppi cali fisici

l tecnico Paolo Zanetti si sbraccia in panchina
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l tecnico Paolo Zanetti si sbraccia in panchina

Gli azzurri fin che ne hanno non sfigurano sul piano del gioco e delle occasioni create in avanti. Ma il livello della prestazione scende nel secondo tempo: è qui che lo staff tecnico deve lavorare

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EMPOLI. Dopo cinque giornate di campionato e quattro punti conquistati, l’Empoli ha di fatto giocato un quarto del girone d’andata di Serie A affrontando alcune delle dirette concorrenti alla retrocessione. Se i risultati non possono essere considerati negativi, perché comunque si è mossa sempre la classifica e non sono stati regalati tre punti a squadre come Lecce e Verona, dall’altra parte ci si poteva aspettare qualcosa di più, quel qualcosa che non è arrivato per un problema evidente nelle prime cinque partite: un importante calo di prestazione nel secondo tempo. Un trend preoccupante evidenziato dopo la partita di Salerno sia da mister Zanetti che da Lammers.

Le cause di questo calo sono per ora difficili da poter appuntare con certezza. L’indiziato principale è sicuramente la condizione fisica della squadra. Durante la preparazione non ci sono stati problemi importanti per i giocatori, arrivati invece dopo l’inizio della stagione e tutti concentrati in attacco, ma lavorare in anticipo (e magari con una settimana circa in meno di tempo) per cercare di dare tutto da agosto a inizio novembre non aiuta i classici modelli di lavoro delle squadre. Va anche considerato che alcuni dei nuovi arrivati provenivano da situazioni in cui rientravano da lunghi infortuni (come anche nel caso di Haas) oppure erano finiti ai margini della rosa, complicando così l’innesto in squadra.

Sembra però difficile poter imputare tutto alla condizione fisica. Il motivo l’ha suggerito direttamente mister Zanetti: i suoi giocatori sono ragazzi che si allenano da professionisti e seguiti da professionisti, che dovrebbero reggere tranquillamente tre partite in una settimana; inoltre con cinque cambi a partita c’è la possibilità di cambiare volto alla squadra e si dovrebbe riuscire a mantenere alto il ritmo. Così deve per forza esser citata quella organizzazione di squadra che Zanetti ha detto va migliorata molto non più tardi della scorsa settimana. Un’ipotesi fondata potrebbe prevedere che, in un’ottica di leggero appannamento per lo sforzo compiuto nel primo tempo, nella ripresa i giocatori perdano troppo facilmente i connotati del “sistema” di gioco. Teoria che troverebbe prova nei cambi usualmente adottati in partita dal tecnico azzurro, che non si fa problemi a sostituire tutto il centrocampo e buona parte dell’attacco ogni partita, e dalle parole di Zanetti prima di Salerno quando esprimeva una riflessione proprio sui cambi di qualità da avere a disposizione.

Si dovrà allora aspettare il rientro di Destro, Baldanzi e Cambiaghi e l’ambientamento di Pjaca e Akpa-Akpro, che forniranno tante soluzioni diverse a partita in corso; inoltre, pensando a Baldanzi, Cambiaghi e Pjaca, sono anche capaci di “spaccare” la partita entrando nella ripresa. Fino a quel momento, ciò che non potranno testa e gambe lo dovrà fare il cuore, mai mancato in questo avvio di Serie A.

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di Redazione web