Toscana
Mercato, è gelo tra Empoli e Fiorentina dopo il mancato arrivo di Zurkowski
Il presidente Fabrizio Corsi è arrabbiato «Dispiace che si sia arrivati a questo epilogo»
EMPOLI. Tra le sedi di Empoli e Fiorentina, da Monteboro a viale Fanti, al Franchi, ci sono meno di 40 chilometri, tre quarti d’ora in macchina se non c’è traffico, ma da giovedì sembra ci sia un abisso. Gli ultimi giorni di questa sessione di calciomercato hanno scavato un solco tra azzurri e viola che non sarà facile colmare, ammesso che qualcuno lo voglia in tempi brevi.
I rapporti più che cordiali tra le due società, nonostante la rivalità di campanile tra le tifoserie, sono ora al livello più basso. E se si è arrabbiato, non poco, il presidente Fabrizio Corsi, uno che non ha mai nascosto di essere stato spesso in Curva Fiesole da giovane, dev’essere successo davvero qualcosa di serio.
Al centro di tutto c’è Szymon Zurkowski, che doveva fare quei 40 chilometri dal Franchi a Monteboro e invece è rimasto al palo. Da quanto è stato possibile ricostruire, è andata pressappoco così: l’Empoli aveva trovato da tempo l’accordo col giocatore e col suo procuratore, sembrava ci fosse anche l’accordo con la Fiorentina per la cessione a titolo definitivo per una cifra compresa tra i 3 e i 3,5 milioni e un triennale pronto; poi però i tempi si sono allungati e magicamente la valutazione del centrocampista polacco è quasi raddoppiata. Il direttore sportivo viola Daniele Pradè puntava a prendere Fabiano Parisi e offriva, oltre a Zurko valutato 6 milioni, anche Terzic valutato intorno ai 4. Era prevedibile che l’Empoli rispondesse picche, come ha fatto, e l’impasse non si è sbloccato. Il primo a rimetterci è sicuramente Zurkowski, reduce da una stagione più che positiva in azzurro e ora destinato a fare panchina a Firenze. Ci rimette anche l’Empoli che l’avrebbe accolto a braccia aperte, ma ci rimette anche la Fiorentina, che nelle ultime ore pare lo abbia offerto invano anche allo Spezia. Insomma, un pasticcio che poteva essere evitato se solo in viale Fanti fossero stati un po’ più lungimiranti, perché ora Parisi, c’è da scommetterci, non lo vedranno né a gennaio né a giugno. Per il terzino sinistro si erano fatti avanti più timidamente anche Inter e Milan, ma l’Empoli valuta che abbia ancora margini di crescita, margini che non potrebbe sviluppare facendo la riserva di Theo Hernandez o di Bastoni. Il messaggio che arriva dalle ultime convulse ore di mercato è che l’Empoli non è disposto a farsi mettere i piedi in testa, a subire ripicche o ricatti. Lo può fare perché ha venduto bene Asllani e Viti e dunque sta sul mercato con una forza diversa dal passato.
«Dispiace che si sia arrivati a questo epilogo, sia tecnicamente che dal punto di vista umano – chiosa il presidente Corsi – Non potevamo mandare il messaggio, ai tifosi e alla squadra, che siamo pronti a retrocedere. Abbiamo in rosa tanti ragazzi che riscuotono la nostra fiducia».
Sul mercato complessivo il presidente non dà voti, ma si dice soddisfatto e allo stesso tempo è prudente: «A fine agosto sono tutti convinti di aver fatto una grande squadra, poi c’è il campo...».
Se c’è una cosa che lo fa contento, non da ora, è che molti giovani scelgono Empoli anziché altre piazze più prestigiose per muovere i primi passi della carriera, un potere di attrazione in costante crescita e che ha dato e darà i suoi frutti.
Un discorso a parte va fatto per Nedim Bajrami, al momento il caso più spinoso in casa Empoli. A un certo punto sembrava che lo volesse proprio la Fiorentina e l’affare, con la benedizione del procuratore Ramadani, sembrava a un passo. In realtà non si capiva bene che cosa sarebbe andato a fare l’albanese a Firenze, visto che nel 4-3-3 di Italiano era destinato a fare l’esterno di attacco in una rosa che di esterni d’attacco ne ha fin troppi. Infatti l’affare non si è fatto e ora il cerino è rimasto in mano a Nedim, distratto dalle voci di mercato nelle ultime due uscite e destinatario di qualche fischio all’ingresso in campo domenica sera. Toccherà al tecnico Zanetti rimotivarlo e tutelarlo. Quello Zanetti che fin dal suo primo giorno in azzurro ha chiesto chiaramente alla società di non vendere il fantasista. Ora però dovrà riconquistarlo alla causa e gestire la concorrenza con l’astro nascente Baldanzi. Fabrizio Corsi è ottimista: «Vedrete che Bajrami sarà un valore aggiunto in questa squadra».
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