Il Tirreno

Empoli

Baldanzi accende il suo Empoli. Un colpo proibito lo spegne

Paolo Nencioni
L’esultanza dell’Empoli per il gol di Baldanzi, figlio del vivaio azzurro. È il primo della sua carriera in Serie A. Il suo debutto è stato con Andreazzoli la passata stagione
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L’esultanza dell’Empoli per il gol di Baldanzi, figlio del vivaio azzurro. È il primo della sua carriera in Serie A. Il suo debutto è stato con Andreazzoli la passata stagione

Il gioiellino azzurro imprendibile per mezz’ora sblocca il risultato col Verona poi alza bandiera bianca per colpa di un’entrata fallosa di Ceccherini: finisce 1-1

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EMPOLI. È nata una stella, si chiama Tommaso Baldanzi da Castelfiorentino. Federico Ceccherini l’ha spenta dopo poco più di mezz’ora con un “cognacchino” (o forse sarebbe meglio dire con un ponce essendo lui di Livorno), cioè quel colpo che sui campi di calcio si dà col ginocchio sul muscolo della gamba. Fa molto male, ma la stella si riaccenderà presto, questo è certo. E brillerà ancora per molto.

Finisce 1-1 tra Empoli e Verona, e l’hanno decisa due giovanissimi, il 2003 Baldanzi e il 2001 Kallon, quasi una copia di quel Banda che aveva fatto impazzire Stojanovic solo tre giorni prima a Lecce. L’Empoli deve dunque rimandare ancora l’appuntamento con la vittoria e affrontare velocemente il problema di un attacco che non segna, giochi Lammers, Satriano o Destro, ma non è tutta da buttare la prestazione dalla cintola in su, perché Satriano ha dato segni di vita e si era pure conquistato un rigore alla fine del primo tempo (peccato che arbitro e Var non siano stati d’accordo), mentre Sam Lammers ha fornito l’assist per il vantaggio azzurro. E c’è da sottolineare un’altra prestazione monumentale di Parisi, uomo ovunque, per niente distratto dalle ultime voci di mercato.

Eccoci dunque alla stella che si è accesa e si riaccenderà. Baldanzi dopo l’esordio al Via del Mare anche oggi è stato preferito a Bajrami (che ha la testa altrove e lo ha dimostrato quando gli è toccato di entrare a freddo). Al 21’ ha fatto le prove generali con un’accelerazione e un sinistro che ha fatto la barba al palo. Cinque minuti dopo Lammers ha lavorato bene di prima una palla al limite e stavolta per il giovane fantasista si è aperta un’autostrada: sinistro a incrociare, Montipò può solo sfiorare, palla in fondo al sacco e Castellani in delirio per il gioiellino.

Per più di mezz’ora c’è stata una sola squadra in campo, con un Verona troppo brutto per essere vero, copia sbiadita di quello visto solo pochi mesi fa. Dove però giocavano Casale, Barak e il Cholito Simeone, alibi non da poco per il nuovo tecnico Cioffi.

Un Verona nervoso e falloso, anche per colpa di un arbitro Serra che sventola cartellini gialli ma non riesce ad arginare il gioco rude degli scaligeri. Al 34’ sull’ennesima accelerazione di Baldanzi ci pensa Ceccherini: “cognacchino” sulla gamba e il 35 resta a terra. Si rialza dopo il massaggio, sembra poter continuare ma dopo due minuti deve alzare bandiera bianca. Entra Bajrami e l’Empoli arretra il baricentro. Satriano, come detto, s’inventa una giocata al 47’, cade in area ma per Serra si può continuare.

Nella ripresa entra in campo un Verona diverso con Veloso, Hien e Terracciano al posto di Hongla, Faraoni e Ceccherini, gli ultimi due ammoniti a rischio rosso.

Ma saranno altri due cambi a dare la svolta, quelli di Doig e Kallon al 67’, che dopo tre minuti premiano Cioffi con la combinazione che porta al pareggio, un sinistro chirurgico su cui Vicario può fare ben poco.

A questo punto è tutta un’altra partita, col Verona che ora ci crede e l’Empoli che si affida a qualche iniziativa estemporanea e soffre com’era accaduto già a Lecce, forse anche sul piano fisico. Se i cambi degli ospiti hanno prodotto un cambio di passo, quelli azzurri (Marin, Destro e Fazzini) non hanno fatto altrettanto.
 

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